18 aprile – 10 maggio 2017
Viaggio in Asia per incontrare monaci buddisti di diverse tradizioni
Dal 18 aprile
fino al 10 maggio di quest’anno, si è svolto un interessante incontro, da tempo
preparato con il Movimento dei Focolari e i monaci buddisti. È un piccolo
frutto di dialogo interreligioso, carico di relazioni significative e di
rapporti interpersonali tra buddisti e cristiani che è maturato intorno al
1980 ed oggi se ne vedono i frutti. A quel tempo Chiara Lubich ha voluto rendersi conto
personalmente dei legai spirituali che avvicinano tra di loro questi due mondi religiosi, che sembravano tanto lontani tra di loro. L’evento che qui riportiamo s’inserisce in questo contesto ed è
impressionante vedere il cammino fatto finora.
Ce lo racconta,
corredato da alcune foto molto significative, P. Egidio Canil, francescano
conventuale di Assisi.
«Un viaggio originale, ricco di sorprese, vissuto in unità e
collaborazione con il Centro per i dialoghi del Movimento dei Focolari, con il
Centro dei Religiosi, con i Francescani della Basilica di San Francesco, con la
Diocesi e il Comune di Assisi. Un viaggio programmato per partecipare al V
Simposio buddista-cristiano che si teneva a Taiwan nei giorni 24-29 aprile
2017.
Tre i Paesi asiatici visitati, numerose le tappe. In Thailandia con
incontri con monaci e visite ai monasteri buddisti a Bangkok e a Chang Mai.
A Taiwan con incontri e visite a monasteri e a templi buddisti a Taipei, a Thaichung e a Ling
Jiou Mountain. Infine in Indonesia con incontri con religiosi e
comunità religiose a Medan (Sumatra)
e Yogyakarta (Giava).
Più che un
viaggio è stato un “pellegrinaggio
interreligioso” che mi ha portato a sostare in templi, in monasteri
buddisti, in comunità religiose e in centri culturali interessati al dialogo
interreligioso. Francescano conventuale, da 21 anni in Assisi, mi sono trovato
spesso impegnato nel dialogo a vari livelli: con altri carismi, con altre chiese
e con fedeli di altre religioni.
Il mio essere
francescano e contemporaneamente collegato con il Movimento dei Focolari, mi ha
permesso di intraprendere tale viaggio e inserirmi in modo privilegiato nel
rapporto con numerosi monaci e monache buddiste, sia di tradizione theravada che mahayana e, all’interno di questa, con varie scuole del buddhismo
sia giapponese che cinese.


Mi sono
trasferito poi a Chang Mai, a circa
800 km da Bangkok. Fin dal nostro arrivo un cordiale incontro con il giovane Abate Sanchà che incontro in uno dei
numerosi monasteri cittadini. Il giorno seguente altri due incontri speciali.
Nella mattinata presso il grande monastero dell’anziano Abate Achan Thong, a circa 25 km da Chang Mai. Nel pomeriggio,
presso l’antico monastero di Rampoeng
con 100 monaci, 30 seminaristi e oltre 200 ospiti! Cordiale e profondo
l’incontro con l’Abate Ajarn Shupan e
visita al monastero.

Ritornato a
Bangkok, sono ripartito per Taiwan per partecipare al Simposio buddista-cristiano
programmato. Dalla Thailandia eravamo una delegazione di 13 persone: 8 buddisti
e 5 cristiani.
Il carisma di
san Francesco, legato all’ideale della fraternità universale, e il carisma di
Chiara Lubich, legato all’Ideale evangelico dell’unità (“Ut omnes unum sint”) mi hanno permesso di rendere intensi tali
incontri e stringere rapporti fraterni con monaci e maestri buddisti delle più
varie tradizioni e incontrare numerosi missionari e consacrati appartenenti a
diverse famiglie religiose.
Il simposio
buddista-cristiano si svolge presso il Dharma Drum Mountain di Taipei. Anche
durante il simposio instauro rapporti fraterni con monaci e monache di varie scuole,
portando l’anima e l’esperienza di Francesco, e scoprendo straordinarie
esperienze di vita monacale: quella dello stesso Dharma Drum Muntain e quelle
del Giappone, alcune delle quali come la Tendai-Shu e la Nichiren-Shu, antiche
e ricche di secoli di storia e tradizione.
L’esperienza di
questi giorni non è stata scandita solo da colloqui fatti di parole, ma anche
di contatti realizzati con sguardi, abbracci e, persino, di regali, in uno scambio variopinto di colori.

Hanno prevalso l’arancione tipico dei monaci theravada ed il grigio di quelli del Dharma Drum Mountain e di altri ordini, soprattutto di monache, sempre di tradizione mahayana cinese.
Al colore
arancione, più appariscente, a quello grigio di tanti monaci e monache, a
quello mio di francescano conventuale, si è aggiunto un altro colore quello Maestro Hsin Tao. Si tratta del Fondatore
del Monastero Ling Jiou Mountain, del grande Museo delle Religioni di Taipei e
della Global Family for Love and Peace.
Eccezionale l’udienza
che ci ha concesso nel suo monastero, sulla sommità di un monte che guarda
l’oceano. Stava vivendo infatti un intenso mese di ritiro spirituale per
prepararsi ad un imminente viaggio in Italia. Raggiungerà l’Italia verso la
fine di maggio. Dopo l’incontro con papa Francesco sarà ad Assisi per pregare
sulla tomba di san Francesco. È stato un incontro di grande cordialità. Mi sono
stati compagni di viaggio P. Paulin, saveriano, e don Giuseppe Silvestrini,
incaricato d’affari della Nunziatura. Ci siamo dati appuntamento ad Assisi il
prossimo 2 e 3 giugno.
Concluso il
Simposio ho proseguito il viaggio verso l’Indonesia, ospite dei Conventuali a
Medan e del Focolare a Yogyakarta. Una duplice tappa che mi ha permesso di
avere molti incontri e vivere soprattutto, oltre a quello interreligioso, il
dialogo fra carismi e istituti religiosi diversi.
A Medan, oltre
ai confratelli conventuali, ho incontrato numerosi religiosi nel focolare e i Cappuccini
nella loro comunità.



Un altro
incontro significativo per lo scopo del mio viaggio è stato l’incontro a
Yogyakarta con il Centro interreligioso “Interfidei”, costituito da
appartenenti alle sei religioni riconosciute ufficialmente dallo stato
indonesiano.
