giovedì 3 maggio 2018

Consacrate, Religiosi e laici verso la comunione dei carismi

Castel Gandolfo (Centro Mariapoli), 12-15 aprile 2018

Incontro del Movimento

delle Religiose e dei Religiosi


 
Le due branche delle Consacrate e dei Religiosi dell’Opera di Maria, da tempo si stanno confrontando per rilanciare il Movimento dei Religiosi e delle Religiose che porta in sé i loro molteplici carismi, allo scopo di farli illuminare dal Carisma dell’Unità dell’Opera di Maria (o Movimento dei Focolari). Essi sono convinti che tutti i carismi, se ben vissuti e partecipati, possono essere una risposta alle attese ecclesiali di oggi.
I consacrati che sono stati in contatto con il carisma dell’Unità di Chiara Lubich, dopo aver ripensato ad un nuovo “Paradigma” che rilancerebbe questo Movimento, sono finalmente arrivati al momento di poter dare inizio ad un confronto che lo valorizzi, con quelle modalità e aperture che la Chiesa auspica e che l’Opera di Maria vorrebbe.
Questo incontro era carico di attese. Infatti, una cinquantina di uomini e donne espressamente invitati - persone consacrate, ma anche laici vicini a qualcuno a qualcuno di questi carismi -, si sono sentiti in dovere di poter dare delle risposte puntuali e vitali, partendo dai bisogni della gente e sulla base del carisma dell’Unità.

Il programma, introdotto da P. Salvo D’Orto O.M.I., prevedeva un percorso riflessivo che si concentrava sull’unità chiesta da Gesù al Padre prima della sua passione (I° giorno), sull'attenzione alle giovani generazioni (II° giorno) e sull’individuazione di risposte concrete e incarnate nel contesto di oggi (III° giorno). Al termine di ogni giorno i gruppi di lavoro erano impegnati ad individuare alcune linee operative fondamentali maturate dalle loro esperienze concrete, che sono state poi condivise in plenaria. È proprio su queste linee di azione, non certo teoriche ma che esigono un'incarnazione, che qui ci soffermiamo di più, perché saranno oggetto di ulteriori sviluppi ispirati da un metodo pratico, vitale ed esperienziale, che, se verificato ed evangelicamente corretto, porta frutto.

 Ut omnes unum sint

 
Partendo, quindi, da una riflessione che Chiara Lubich ha tenuto nel 1981 sull’unità, aiutati anche da un recente intervento di Jesús Morán, l'attuale Copresidente dell’Opera di Maria, si sono cercate quelle linee d’incarnazione del carisma per guardare all’oggi con quel taglio operativo che valorizza la vita. Questo sguardo è stato ulteriormente sottolineato nel pomeriggio da Andrew Camilleri, consigliere generale del Movimento dei Focolari, che ha presentato dei percorsi nuovi che si stanno attualizzando e che stanno dando frutti in tutto il mondo.
Il lavoro che si è svolto nei gruppi, infatti, ha sottolineato queste linee operative che danno speranza. Ecco alcune di queste linee operative:

-     vanno individuati nuovi modi per trasmettere alle proprie comunità una testimonianza gioiosa del proprio carisma vissuto alla luce del carisma dell’unità, perché è un carisma che le rinnova e le illumina;
-     questa passione per l’unità, oltre a rimettere in luce la bellezza dei carismi, è un segno profetico che porta ad una rinascita delle proprie famiglie religiose e rende più visibile la Chiesa con la sua tensione alla santità;
-     il carisma è come un filo d’oro che sa tessere fedeltà e perseveranza. E, inoltre, rivela l’unità tra religiosi che hanno in comune lo stesso Vangelo vissuto, la scelta dell’unico Dio e l’amore a Gesù Crocifisso e Abbandonato. Questi sono religiosi in vocazione e in missione, e vogliono essere persone di comunione che danno la vita;
-     i carismi sono segni profetici che vanno rilanciati nella quotidianità, ma anche nei continenti, nei prosessi d’inculturazione, nella collaborazione tra i vari istituti religiosi, nel vivere nella reciprocità tra il femminile e il maschile, perché tutto ciò crea un vero ambiente di crescita per le proprie comunità religiose e per i laici che vivono attorno ad esse;
-     se è vero che ogni carisma è un dono che Dio fa all’umanità, è vero anche che ogni carisma richiede una radice profonda per dare risposte, sia alle famiglie religiose portatrici del proprio carisma che alla società. Per cui l’essere aperti alle ispirazioni dello Spirito suggerisce, poi, di mettere in atto dei processi di unificazione, con iniziative ben curate che fanno crescere la cultura dell’unità.

 Le giovani generazioni


Questa seconda giornata inizia con alcuni stralci dei discorsi che Chiara Lubich ha fatto ai giovani del Movimento dei Focolari negli anni ’70, dove si sottolinea che il rapporto tra le generazioni richiede quella dinamica di rispetto, di reciprocità e di armonia che sappia riflettere i rapporti trinitari. È su quest’onda che la giornata si è svolta. I giovani che nella Chiesa stanno facendo un cammino nei movimenti ecclesiali, nella parrocchie e nelle comunità religiose, nel sociale, danno speranza e non hanno uno sguardo limitato e ristretto, ma uno sguardo che abbraccia il mondo intero.
Questi aspetti, emersi anche nelle esperienze concrete raccontate nelle tavole rotonde, sono state sottolineate anche dai lavori di gruppo.
-       Alla base dei rapporti tra le generazione ci deve sempre essere un legame di unità e distinzione, ma questi rapporti siano espressivi di un cuore buono, di una presenza viva di Gesù, di un saper riconoscere i propri errori e ricominciare.
-       Come fare, quindi, per portare ai giovani religiosi quest’ansia benefica per l’unità? A loro gli ideali non mancano, perciò vanno sostenuti nei loro progetti con l’affetto, la preghiera e, perché no!, con la provvidenza.
-       Inoltre, nei rapporti personali un/a giovane, si richiede ascolto profondo e fiducia, e le conseguenti proposte siano il frutto di un’esperienza personale con Gesù;

-       Sulla questa base esperienziale la testimonianza acquista più senso per i giovani. Per cui, incontrandoli nel loro ambiente, vanno avvicinati facendo loro conoscere le conseguenze pratiche della Parola di Dio vissuta, e come questo stile di vita può trasformare l’esistenza umana.
-       In sostanza, per portare i giovani a Dio in modo che Lui faccia trovare il loro posto nella Chiesa, occorre coltivare le famiglie, rieducarci all’ascolto dei giovani, riscoprire il valore della preghiera, rispondere al bisogno di accoglienza, accompagnare per saperle superare le fragilità del mondo giovanile, spesso dovute a difficoltà in famiglia.

L’Incarnazione come risposta ai bisogni

 
Il terzo giorno è stato interamente dedicato alla ricerca di una incarnazione che sappia guardare ai bisogni reali e concreti, manifesti o nascosti, palesi o sommersi. In questa direzione un commento di Hubertus Blaumeiser su Risurrezione di Roma, testo scritto da Chiara Lubich nel ’49, ha aiutato tutti ad avere uno sguardo sulla realtà, per riuscire ad andare fino alla radice dei problemi, per saperli guardare con lo sguardo stesso di Dio.
Molto proficuo si è rivelato anche l’incontro con l’associazione “Famiglie Carismatiche in Dialogo”, dove sono intervenuti P. Isidoro Murciego, Presidente del Comitato Coordinatore dell’Associazione, e Donatella Acerbi, sua collaboratrice e prima responsabile dei laici pallottini. Coordinati da Antonio Porcellato della SMA (Società Missioni Africane), questo incontro ha spalancato lo sguardo sulla comunione tra i carismi. Una esigenza reale e tanto attesa dall'Associazione Famiglie Carismatiche, che dopo alterne vicende sembra abbia trovato una sua linea operativa, grazie anche p. Fabio Ciardi.
La Tavola Rotonda a tutto campo che ne è seguita con il Movimento Parrocchiale e Diocesano, Movimento Sacerdotale, Movimento Famiglie Nuove, Movimento Nuova Umanità, ha dimostrato quanto tutti questi movimenti dell’Opera di Maria possono essere tra loro in sintonia e collaborare insieme, pur salvaguardando lo specifico di tutti.
Alla fine, nei gruppi di lavoro si sono posti questi interrogativi: Quali sono i bisogni reali della nostra società a cui rispondere? E poi, come rispondervi? Da questo lavoro è emerso che:
-       La realtà va guardata con coraggio e senza turbarsi. La forza viene dall’unione con Dio e dal Risorto che è tra noi. Con quest’animo il dialogo può essere portato avanti con chiunque: con le nuove generazioni in ricerca, con le persone senza riferimenti a principi religiosi, con le famiglie disastrate…
-       Le azioni da promuovere possono essere tante, ma merge sempre più l’orientamento di avere un unico movimento di persone consacrate; che ci si impegni di più nel promuovere le giovani generazioni di consacrate e religiose; che si collabori effettivamente con tutti i movimenti a largo raggio…
-       È necessario creare spazi per favorire le esperienze di comunione, perseverando nell’amore fino alla reciprocità, fino ad arrivare all’applicazione della mistica del noi.
-       In questo compito i laici non sono esclusi, anzi, sono pienamente coinvolti. Infatti guardandoci attorno, gli impegnati del Movimento per l’unità dei carismi, ci sono già, si tratta di riconoscerli e di camminare insieme.

In conclusione, riascoltando quanto Emmaus e Jesús, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari, hanno detto ai religiosi e alle religiose il 22 febbraio scorso, emerge che alcune direttive erano già state anticipate e, quindi, questo programma di azione infonde fiducia e porta a mettersi insieme con le nostre particolarità e sinergie per dare risposta ai bisogni. È nata in tutti la percezione che di fronte a noi ci sono delle autostrade aperte per arrivare all’ut omnes, per vivere la mistica del noi, per irradiare la comunione e formarsi con continuità.

Perciò, non solo linee di azione, di irradiazione, di formazione, del mettersi in rete, ma anche prendere coscienza che qui si parla di un Movimento unico che è una diramazione dell’Opera di Maria con le sue specifiche caratteristiche. Mentre le due Branche, quelle delle Consacrate e dei Religiosi, rimangono distinte, la struttura di questo Movimento, invece, sarà molto leggera, testimonierà la reciprocità tra la parte maschile e la parte femminile e farà emergere, valorizzandole in pieno, la presenza e la collaborazione dei laici.
Questa immagine significativa di Chiara Lubich rispecchia molto bene questo momento di rilancio del Movimento dei Carismi per l’unità. «Dio ci ha posti in quest'Opera come su una navicella, che naviga sulle acque del tempo verso un posto a noi sconosciuto, chi la spinge non siamo noi. È lo Spirito Santo che con il suo soffio divino ci indica le diverse tappe del viaggio da raggiungere» (Chiara Lubich).

giovedì 26 aprile 2018

Una trentina di giovani religiosi alla scuola di Maria


Assisi, 5-8 aprile 2018.

Vogliamo vederla presente nella nostra vita!


La voglio rivedere in te” è un’espressione che ha colpito moltissimo Chiara Lubich in un momento di meditazione/preghiera. Presa dall’interrogativo sul perché Tu, Gesù, non hai trovato il modo di lasciare sulla terra la presenza di Maria tua madre, così come è avvenuto per Te, che sei rimasto presente nell’Eucaristia, alla fine avvertì dentro di sé questa risposta: Perché La voglio rivedere in te!

Questi 33 giovani, a distanza di anni da questa esperienza della fondatrice del Movimento dei Focolari, riprendono questa espressione e si sono ritrovati per un incontro di spiritualità. Alla fine hanno scoperto che Maria non va solo accolta con un atteggiamento devozionale, ma anche in modo più vitale, che porta verso l’interrogativo di come imitarla, come testimoniarla, come amare in modo mariano.


Da alcuni anni a questa parte, si stanno programmando degli incontri per i giovani, consacrate e consacrati insieme. Questo particolare incontro tenutosi proprio ad Assisi, che qui accenniamo appena, costituisce sicuramente un’attrazione positiva e offre una ‘grazia in più’ legata alla ricchezza carismatica propria dell’ambiente assisano, che parla da sé. Questi giovani, infatti, hanno deciso di comune accordo di tornarci ogni anno e, con lungimiranza, hanno già prenotato il posto che li ospiterà anche nel 2019.

I partecipanti erano esattamente 33, di cui 18 le giovani e 15 i giovani. La maggioranza dei presenti non ha avuto esperienze precedenti con il Movimento dei Focolari, ma questo non fu un ostacolo, perché tutti sono rimasti coinvolti dall’argomento proposto, comprese le 4 suore cinesi che hanno potuto seguire grazie ad una traduttrice venuta apposta. Anche qui, come le altre volte, la nota costante è stata la varietà di provenienza: 17 Istituti e 20 nazioni diverse.


Prof.sa Alba Sgariglia
Il tema di spiritualità proposto e sviluppato in tre giorni è stato, per la seconda volta in quest’anno sociale, Maria. Il titolo era esattamente: “La voglio rivedere in te - alla scuola di Maria”, ma tutto si è svolto alla luce del carisma dell’Unità, specifico del Movimento dei Focolari – Opera di Maria. Si è voluto mettere in rilievo tre aspetti: Maria e la Parola, tema svolto dalla prof.sa Alba Sgariglia). Maria modello del consacrato, svolto da Claudio Battistutti che ha ripercorso la Via Mariae, e poi si è soffermato sul momento clou della vita di Maria Desolata, quando suo Figlio Gesù prima di morire, vedendola lì, sotto la croce, con Giovanni ed altre donne le dice: Ecco tuo figlio!
Quasi a “commento vivo e prolungato”, ad ognuna di queste riflessioni, sono state raccontate successivamente tre forti esperienze donate da persone del posto: una vera e preziosa risorsa – frutto della collaborazione con la comunità dei focolarini di Assisi – senza la quale non sarebbe stato possibile dare completezza teorico/pratica a questo incontro.

Inoltre, coinvolgendo attivamente i presenti, alcuni di loro hanno condiviso la spiritualità mariana alla luce del carisma del proprio Fondatore o Fondatrice per attuare tra tutti uno scambio reciproco di doni spirituali tra il carisma dell’unità e gli altri carismi che questi giovani rappresentavano. Una delle giovani consacrate alla fine ha ringraziato per averle dato l’opportunità di andare a ricercare e capire meglio la spiritualità mariana del suo Fondatore!

Anche l’immersione nella città di Assisi è stata proficua. In armonia con l’intero programma, ad esempio, il venerdì pomeriggio ci fu una visita guidata alla basilica di San Francesco e successivamente, un incontro con la Madre abbadessa del proto-monastero di S. Chiara, che ha parlato di Maria nel carisma clariano. Sabato sera, poi, la preghiera del rosario con processione aux-flambeaux alla Porziuncola (Basilica di S. Maria degli Angeli) ha concluso quell’ultima serata.

 Da coloro che hanno programmato l’incontro è venuta in rilevo, fra le tante, questa considerazione finale. Lo svolgimento di questi temi di formazione spirituale richiedono, soprattutto se i partecipanti sono giovani, di indicare sempre e in modo esplicito la fonte ispirativa, che in questi casi è il carisma dell’unità di Chiara Lubich. Sì è visto che questa luce tratta dal carisma dell’unità, non costituisce un ostacolo. Anzi, con questa indicazione messa già nel dépliant d’invito e ripetuta all’inizio dell’incontro, ogni partecipante si trova a proprio agio e riceve una luce particolare per il proprio specifico carisma.
Inoltre, nell’introduzione al corso si è precisato lo svolgimento del programma, ma anche questi semplici annunciati che si proponevano di dare il tono all’incontro: vivere fra noi un’esperienza reale di spiritualità di comunione, come Dio chiede oggi a tutta la Chiesa. «In questo compito - è stato detto - siamo aiutati da un carisma, quello dell’unità, che ci può illuminare su come attuarla». Si è verificato che uno dei momenti dell’incontro che ha dato tanta gioia a tutti era il tempo dato alla condivisione nei piccoli gruppi, non solo perché i diversi interventi aiutavano a chiarire l’argomento trattato, ma anche per quel reciproco scambio che andava in profondità nella propria anima.

Un fatto che fa riflettere, proprio perché alla fine tutti (le giovani e i giovani indistintamente) esternavano la loro gioia e raccontavano volentieri qualcosa dell’esperienza che li ha toccati e coinvolti, è stata la sorpresa arrivata proprio alla fine, quando la condivisione era espressiva di quella gioia interiore che veniva dall’anima di ciascuno; una comunione così piena di ricchezze spirituali. Tutte e tutti hanno voluto condividere ciò che avevano capito e vissuto, mostrando chiaramente come la visione di Maria donata da Chiara Lubich è nuova, e li aiuta a “cambiare” d’ora in poi il loro rapporto con Maria, passando dalla devozione all’imitazione.

In questi pochi giorni volati via velocemente, si può dire che si è ripetuto ancora una volta, in piccolo, l’evento di Pentecoste: con Maria in mezzo a noi, le tante “lingue” dei diversi carismi si sono composte in unità.
(Sr. Francesca e p. Donato)
 
 

 ARRIVEDERCI !!! 

 

mercoledì 21 febbraio 2018

180 Religiosi e Consacrate sotto il manto di Maria

Castel Gandolfo (Centro Mariapoli), 20-23 febbraio 2018

 Incontro dei Religiosi e delle Consacrate del Movimento dei Focolari


 Martedì, 20 febbraio

  L’incontro annuale dei Religiosi al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo è iniziato alla presenza di 90 religiosi provenienti dalle varie zone dell’Europa, con alcuni rappresentanti dei continenti; e durerà 4 giorni, di cui gli ultimi due saranno insieme alle consacrate. 

Nel saluto iniziale P. Salvo, responsabile della branca, ha messo in evidenza la gioia che si avvertiva di poterci re-incontrare, perché l’anno scorso gli incontri si sono moltiplicati nei continenti e non al centro. Dopo questi due anni di attesa, è scattata subito una bella aria di famiglia, che ha coinvolto tutti. Inoltre, il messaggio videoregistrato di Emmaus e Jesús, che concludeva il ritiro del Consiglio Generale dell’Opera di Maria e risentito dai religiosi in questa occasione, ha riportato tutti nel cuore di quest’Opera.
In questi giorni il programma è stato intenso, ma allo stesso tempo anche leggero perché ha ricreato tanta gioia interiore. Tutti si sono sentiti di far parte di un unico disegno di Dio.

Pace Nasr ed Antonio Borges, due consiglieri dell’Opera, hanno introdotto la riflessione iniziale su “Maria e la Parola”, ascoltando alcune risposte di Chiara Lubich date in diverse circostanze. Essendo proprio Maria il tema dell’anno, nel pomeriggio p. Fabio Ciardi ha continuato su questo argomento, leggendo e commentando le prime pagine del Paradiso ‘49.
In queste pagine ispiratrici del carisma dell’unità, era presente fin dall’inizio la figura di Maria. Come per Chiara e per le prime persone che le erano accanto, Maria divenne un’esperienza collettiva di contemplazione, e da subito è apparsa come il proprio dover essere. Così avvenne anche per questo folto gruppo di religiosi che, anche se in forma diversa, avvertirono che in Maria stava racchiuso la grandezza di questo carisma donato da Dio a tutta la Chiesa e all’umanità attraverso Chiara Lubich e, perciò, poteva essere compreso solo se la loro vita si fosse rispecchiata in Lei. Alcune espressioni uscite con spontaneità dalla comunione di alcuni di loro lo rivelano: «siamo in Paradiso», «mi sento una piccola Maria», «ho trovato la forza per ricominciare», «è una mistica nuova»…

Nel secondo momento della mattinata è stato ascoltato il tema su: Fedeltà creativa II tenuto dal copresidente del Movimento dei Focolari, Jesús Morán, ai responsabili di tutta l’Opera. I punti da lui sviluppati parlavano del momento storico che l’Opera di Maria sta vivendo oggi, un momento certamente delicato, di passaggio, e anche di prova, ma nei successivi punti di questo intervento non sono mancate le premesse di un futuro migliore, che sa guardare ad ogni ostacolo come ad una opportunità di crescita per andare avanti. 

 
 Nella sala si avvertiva in tutti i religiosi un clima di serenità, perché erano tutti coscienti che anche nelle proprie famiglie religiose non mancano le criticità, ma non sempre si ha la luce per rispondervi. Sono arrivati anche molti messaggi da coloro che non erano presenti. Uno per tutti quello di Tiziano Baracco, salesiano: «Per tanti motivi – scrive - non sono lì con voi: si vede che ho bisogno di crescere nella vita di unione a Gesù crocifisso e abbandonato e, contemporaneamente, avverto la necessità di rimanervi unito attraverso la presenza di Gesù tra di noi! Conscio che non esiste un’altra Vita, un’altra Via e nessun altra Verità se non Lui. Vi mando almeno un saluto, avvicinando in qualche modo la mia fiammella di luce alla grande Fiamma, perché il Fuoco tra tutti voi (noi) sia più acceso e la Luce per la Chiesa sia un po’ più chiara».

 Mercoledì, 21 febbraio.


«Lo spartito è stato scritto in cielo, e lo svolgimento avviene qui in terra»! Ecco un’espressione che fotografa lo svolgimento della seconda giornata del nostro incontro. Il programma è stato armonioso, anche se impegnativo. Infatti, Hubertus e Anna Maria Rossi, hanno tracciato le cinque fasi di un cammino di incarnazione alla luce del testo di Chiara Resurrezione di Roma, pubblicato sul giornale «La Via» (diretto da Igino Giordani) nel 1949.
Il resto della giornata è stato dedicato alle esemplificazioni pratiche di questo scritto programmatico perché:
·         si è parlato di dialogo ecumenico, con la felice scoperta che un gruppo di otto religiosi si sta già impegnando concretamente ad instaurare contatti con religiosi di altre confessioni cristiane; ·         si è parlato di dialogo interreligioso, in cui si è menzionato il desiderio di un gruppo di monaci buddisti della Tailandia, di trascorrere un periodo a Loppiano, approfittando della visita del Papa (10 maggio), per approfondire la spiritualità dell’unità;
·         si è parlato di Genfest e del pre-sinodo sui giovani, aiutati da alcuni ragazzi Gen ben motivati, che con un entusiasmo contagioso hanno riferito sui preparativi che si stanno facendo;
·         si è parlato di Ut omnes, per sintonizzarsi sull’orizzonte attuale dell’Opera di Maria che in questo senso sta facendo dei passi concreti.





Tutto questo sotto lo sguardo di alcune persone del Movimento dei Focolari che nel 2017-2018 hanno concluso il loro cammino terrestre e ci appoggiano dal cielo: Gianni Caso, Cardinal Miloslav Wlk, Marco Tecilla, Costanzo Donegana, Antonio Petrone, Michel Lemonnier, Gisella Calliari, Marcello Mencuccini. Ci si è soffermati anche su altre quattro figure che percorrendo la strada della spiritualità dell’unità dalla Chiesa sono già stati dichiarati servi di Dio e sono in processo di santità: Domenico Mangano. Maria Orsola, Cecilia Perin, Jerzy Ciesielsky.
In breve, è stata vissuta una seconda giornata con uno sguardo fisso sull’Opera di Maria ed ora i religiosi si aprono alle consacrate per vivere insieme con loro i prossimi due giorni.

Giovedì, 22 febbraio

L’ondata di Consacrate arrivate ieri sera e stamattina, hanno raddoppiato il numero dei partecipanti del Centro Mariapoli di Castel Gandolfo. Le loro provenienze sono le più eterogenee: Asia, Oceania, Africa, America del sud, Europa… Eterogenee ancor di più sono le loro famiglie religiose che raggruppano antichi e nuovi carismi. Dopo la recita delle lodi, i due responsabili, sr. Tiziana Longhitano e P. Salvo D’Orto, rivolgono a tutti una parola di saluto e si prestano per le reciproche presentazioni.
«In questa giornata abbiamo vissuto una rinnovata passione per la Chiesa e alla fine avevamo proprio un'Anima-Chiesa». Questa era l’impressione di molti. I temi previsti erano interessanti: nella mattinata sono stati due gli argomenti che hanno coinvolto profondamente l’assemblea. Il primo è di Chiara Lubich che ha sempre avuto una grande Passione per la Chiesa. Questo suo discorso, tenuto nel 1966 e riascoltato oggi, è stato giudicato da tutti di estrema attualità.
Ha fatto seguito, poi, una seconda riflessione di Mons. Giuseppe Petrocchi, vescovo di L’Aquila, molto profonda e sapienziale dal tema: Profilo mariano della Chiesa e il carisma dell’unità: aspetti pastorali. Il relatore con coraggio ha affermato che il profilo mariano precede e racchiude in sé ogni aspetto ecclesiale, anzi, precede e comprende perfino quello petrino. Inoltre, tale stile di vita è inerente ad ogni vocazione ecclesiale. E se non lo fosse, ne soffrirebbe enormemente l’aspetto evangelico di ogni comportamento semplicemente cristiano. 
Nel pomeriggio sono stati ascoltati i giovani religiosi che hanno raccontato del loro cammino fatto in questi ultimi anni di incontri, scambi e iniziative fatti insieme.

Successivamente, l’assemblea si è incontrata con la Presidente, Maria Voce Emmaus, e il Copresidente, Jesús Morán. Sono emerse nuove ed interessanti prospettive. All’inizio è stata presentata l’esperienza di alcuni giovani nel Nord-Est d’Italia che sono stati incaricati di organizzare per i religiosi e le religiose di quelle tre regioni italiane una giornata commemorativa per la vita consacrata. Questo piccolo comitato preparatorio ha preso contatti con il Cardinal Prefetto della Congregazione vaticana per i religiosi e, poi, con la loro tenacia evangelica, con l’obiettivo dell’inserimento pieno nella Chiesa locale, con la loro constante sensibilità per creare una vera e sincera comunione con tutti, sono stati in grado di organizzare una giornata veramente apprezzata da tutti gli 800 partecipanti.

Una realtà questa a cui ha fatto eco anche il dialogo che si è tenuto con i due primi rappresentanti dell’Opera di Maria, Presidente e Copresidente.
Le sottolineature più importanti riguardavano la bellezza del Carisma dell’Unità che ho Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa di oggi e le sue conseguenze che concerne l’impegno nel testimoniare il carisma con molta libertà, escludendo ogni autoreferenzialità e qualsiasi chiusura. La giornata, quindi, è culminata con questo momento di focolare con Emmaus e Jesús, perché la loro vicinanza e l'umiltà con cui loro si sono rivolti a tutti i presenti con parole sfidanti, hanno veramente colpito il cuore. Con forza essi hanno affermato che l'Opera ha un plus di ecclesialità grazie alla presenza di consacrate e di religiosi.

Venerdì, 23 febbraio

Il tema che l’Opera di Maria medita durante tutto quest’anno sociale, è stato ascoltato in questa quarta mattina. I due Consiglieri dell’Opera di Maria incaricati per l’aspetto dell’irradiazione e dell’apostolato, Maria da Gloria Duarte e King Timoty , lo hanno introdotto, attirando l’attenzione su argomenti essenziali: L’identità dell’Opera di Maria o Movimento dei Focolari, l’attrattiva che esso ha ancor oggi, la famiglia o la fraternità che questo carisma ha la forza di creare tra tutti, valorizzando ciascuno senza tante differenze di ruoli, o ombre di atteggiamenti autoritari, ma nell’uguaglianza, riconoscendoci fratelli tra tutti. Ma non solo, anche gli aspetti sociali che Maria canta nel suo Magnificat pian piano trovano la strada e le strategie operative perché si avveri concretamente l’espressione evangelica di Maria «ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili».
La mattinata si conclude con un intervento fondamentale e concretamente orientativo tenuto da suor Tiziana e p. Salvo che lanciano le nuove prospettive che interpellano i religiosi e le consacrate, proponendo delle prospettive nuove sul Movimento delle Religiose e dei Religiosi. In questo momento conclusivo per i religiosi e centrale per le consacrate, i due incaricati si sono rivolti ai presenti chiedendo il loro se erano tutti concordi nel fare insieme un cammino di unità. L’accordo è stato unanime, soprattutto perché ci si propone di dare delle risposte sempre più ecclesiali al desiderio di essere Carismi per l’unità. Espongono, quindi, la realtà delle “Famiglie carismatiche”, quella dei “laici” legati ai carismi, l’idea di costituire un Movimento dove Religiosi e Consacrati cammineranno insieme. La Chiesa stessa chiede di essere insieme, come è avvenuto durante l’Anno della vita Consacrata voluto da Papa Francesco. Questa, quindi, è l’indicazione nuova anche per chi partecipa al carisma dell’unità del Movimento dei Focolari. Inoltre, si informa anche sul corso Svegliate il mondo, del Centro Evangelii Gaudium, fatto a Loppiano, sulle attività ecumeniche già iniziate dai religiosi e di altro iniziative svolte qua e là nei vari continenti.


In questo, tutta la realtà della vita consacrata è coinvolta: giovani e adulti, laici e consacrati, superiori e sudditi, movimenti di vario genere che s’ispirano ai diversi carismi. Tutti si sentono uniti dal stesso carisma dell’Unità che lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa di oggi.
Mariano Steffan

mercoledì 7 febbraio 2018

Un cambio ecclesiale sotto il segno dell’Unità


Montet (Svizzera), 29 gennaio – 1 febbraio 2018.

Le giovani generazioni guardano alla Chiesa con interesse


Un cambio ecclesiale sotto il segno dell’Unità

 

Nove persone, che al Centro dell’Opera si occupano dell’ambito ecclesiale [che raggruppa in sé il Movimento parrocchiale e diocesano, i sacerdoti focolarini e volontari, i religiosi e le consacrate, la segreteria dei Vescovi amici], si sono recati insieme alle scuole di Montet (Svizzera) per presentare le linee operative che in questo sessennio 2014-2020 l’Opera di Maria sta portando avanti.
La novità sta nel fatto che i rappresentanti di questi 5 Centri, si sono presentati concordi alle scuole di Montet presentandosi come un’unica realtà: sono il popolo di Chiara Lubich, che attualizza con le sue specifiche caratteristiche, la Chiesa del Vaticano II, camminando nel solco di Papa Francesco.
Il programma si è svolto in modo molto semplice e, soprattutto, esperienziale; non sono stati i concetti teologici ad emergere, ma il cammino faticoso volto a concretizzare la spiritualità di comunione. La formazione offerta alle focolarine e ai focolarini contiene fin dall’inizio questo aspetto ecclesiale dell’Opera. Ma come fare per incarnarlo?

Don Antonio Bacelar
 Dopo le reciproche presentazioni, don Antonio Bacelar, rappresentante dei sacerdoti focolarini, insieme con don Michele, sacerdote volontario, hanno rotto gli indugi e, prendendo spunto dalla loro esperienza sofferta, hanno parlato di una Chiesa troppo piramidale che a loro non piaceva, per entrare nel mistero di una Chiesa che è Popolo di Dio e che ha un suo profilo mariano. Questa è la Chiesa che hanno incontrato nell’Opera di Maria e dava una risposta alle loro aspettative, ritrovate successivamente negli insegnamenti del Vaticano II°, soprattutto in Gaudiun et Spes e Lumen Gentium.
P. Salvo, referente dei Religiosi al Centro dell’Opera, partendo dalle radici bibliche, ha posto l’accento sul profetismo. Quindi, non solo Chiesa gerarchica, ma anche profetica. Per cui i carismi non sono solo limitati ai compiti o ai ruoli da svolgere, ma per loro natura sono a servizio dello Spirito che anima la Chiesa. Il profilo mariano lo si ritrova ovunque nella Chiesa, ed è questo il legame che unisce la molteplicità dei carismi e fa “Una” la Chiesa.
Suor Carla Casadei al centro
circondata da studenti
Anche il Movimento dei Religiosi e delle Consacrate, ha detto suor Carla Casadei, francescana dei poveri, si muove in questa dimensione ecclesiale. Uno scritto di Chiara dell’ottobre 1957 dice: «La Lega, voi non sapete che cosa sia. Io sola lo so, perché l’ho vista… E’ una cosa grande, grande, grande. Abbraccia tutta la Chiesa. Comprende tutta la parte ecclesiastica; tutti i sacerdoti, tutti gli ordini religiosi. E’ una cosa bella, bella, bella…».

Da sx a dx: Sameiro, Luca De Meo, Pernandu studente,
Salvo, Marco in primo piano e Giancarlo
e don Mariano assistente Gen's 
Giancarlo Faletti, che coordina la segreteria dei “vescovi amici”, ha espresso con intensità spirituale il contenuto chiave del carisma dell’Unità che ha portato Chiara Lubich ad avere una forte “Passione per la Chiesa”. Il carisma di Chiara verrà capito e sviluppato se è inserito lì. Infatti, quando a Trento Chiara ha incontrato il suo vescovo, mons. Carlo De Ferrari, ed è nato in lei un profondo senso di obbedienza alla Chiesa, lei si è sentita figlia di questa Chiesa e si è trovata, poi, perfettamente inserita nel Vaticano II. Attualmente i Vescovi amici del Movimento dei Focolari sono qualche centinaio. In questo incontro uno di loro, Mons. Brendan Leahy, vescovo della diocesi di Limerick in Irlanda, è rimasto per due ore in video-conferenza e ha potuto descriverne meglio lo spirito che li anima e raccontare i frutti che avvengono nelle loro diocesi.


A sinistra Palmira Frizzera, che fu tra le prime
compagne di Chiara Lubich 
agli inizi del Movimento dei Focolari
Marco e Sameiro, del Movimento parrocchiale e diocesano sono partiti dal carisma di Chiara Lubich, che è Ut omnes, il testamento di Gesù. Il programma di tutto il movimento diocesano e parrocchiale si snoda in questi tre punti: 1) Partire dalla Chiesa, 2) Partire da Gesù in mezzo con la mistica del noi, 3) Partire dall’ut omnes che guarda a tutta l’umanità. In questa linea dovrebbero muoversi tutte le diramazioni del Movimento dei Focolari, perché è un’Opera-Chiesa.
 


Al Centro Palmira Frizzera, da sempre insegnante
a Montet, circondata oggi da studenti ed educatori
Sia durante che dopo queste presentazioni, ci fu una pioggia di domande da parte dei presenti, con esperienze concrete che precisavano, o correggevano, quanto si è fatto finora e quanto si sta facendo nell’Opera.
I presenti in quest’aula erano felici e contenti di saperne di più e di sentirsi sempre più conquistati da Gesù, il Risorto, che fa bella la Chiesa.
In conclusione, si è avvertito che è partendo da questo principio di fede e di obbedienza alla Chiesa che Dio prepara le strade per portare avanti i suoi piani. Anche le indicazioni concrete ci sembravano suggerite dallo Spirito Santo, perché avvalorate dalla vita vissuta in Gesù, che sulla croce si sente abbandonato. Questo è il segreto che tutto trasforma e diventa opera di Dio, Regno suo. Il corso di 18 ore di ecclesiologia che seguirà, portato avanti da Mariano Steffan, membro del gruppo di ecclesiologi della scuola Abba, troverà ora negli alunni una ottima base per incrementare la “Passione per la Chiesa”, che sta a cuore a tutti coloro che sono chiamati a vivere per l’Unità.
 Steffan Mariano

martedì 16 gennaio 2018

Consacrate e consacrati che si mettono nelle mani di Maria

Il  NATALE 2017 per me è stato un dono!

A Loppiano con i giovani consacrati


 
Dal 27 al 30 dicembre 2017 si è svolto a Loppiano un incontro di formazione spirituale per giovani consacrati e consacrate, dal titolo: Maria: nel suo disegno il mio, il nostro disegno.  
Erano presenti 39 giovani appartenenti a 10 diverse congregazioni, istituti religiosi, associazioni private di fedeli e di 14 diverse nazionalità.
Alcuni dei presenti avevano già preso parte ad incontri con il Movimento dei Focolari, mentre altri partecipavano per la prima volta. Pochi conoscevano la Cittadella di Loppiano con le sue molteplici realtà, ma ne sono stati subito incuriositi e attratti ponendoci svariate domande per capire meglio dove erano arrivati! 

Fin dal primo giorno si è avvertito un clima di fraternità spontaneo e gioioso; sembrava di essere sempre stati assieme. 
Attraverso le testimonianze dei cittadini di Loppiano, il dialogo con i e le Gen, i Gens, (raggiunti con un collegamento skype), la messa alla Theotókos e la cena nei focolari siamo entrati nella realtà della Cittadella e della vita di comunione.

Questo ha permesso di toccare con mano che la vita del comandamento nuovo è possibile e ha fatto nascere il desiderio di portarla nelle comunità di appartenenza.
I temi affrontati sono stati profondi di contenuto e le varie esperienze molto incisive.
Il tema su “Maria” sviluppato in tre punti: Maria Chiesa, la Via Mariae e Maria nel Paradiso ’49 ha portato a tutti una nuovissima scoperta della Madonna e una profonda comunione con Lei.

I
l tema della Via Mariae ha illuminato il percorso di chi già vive la spiritualità di comunione ma è stato soprattutto una fonte di risposte alle domande che ognuno aveva in cuore per le piccole e grandi difficoltà che stava vivendo.

Un punto di questa Via che ha toccato particolarmente è stata: “la perdita di Gesù al tempio”. Essa rappresenta il momento della prova, si ha l’impressione di perdere Dio. Il poter comprendere che le crisi non sono un fallimento, ma importanti tappe della vita spirituale, ha dato una svolta per ricominciare il cammino con Dio e consolidare la propria chiamata.

Altra scoperta è stata comprendere l’importanza e la ricchezza dell’essere Chiesa, capire che oltre al dialogo interiore con Gesù, c’è anche l’incontro con Gesù che è nel fratello, via concreta per condividere e camminare insieme, anche in preparazione al Sinodo dei giovani, per il quale abbiamo dato il nostro contributo, approfondendo i lavori di preparazione e rispondendo a delle domande che ci erano arrivate dall’ufficio che lavora per il sinodo, per consegnarle poi ai vescovi sinodali.

Infine, P. Fabio Ciardi ci ha presentato tre testi del Paradiso ’49 dove Chiara parla di Maria. Una buona metà non conosceva questo “tesoro” dell’Opera, ciò nonostante P. Fabio è riuscito a farsi capire e far cogliere la novità della visione su Maria contenuta in questi testi. Ci siamo sentiti tutti presi da questa realtà, come se fossimo entrati in quell’Anima che ci lasciava senza fiato, senza parole, solo contemplazione.

Una profonda pace, serenità e gioia alla fine dell’incontro ci sembra possano essere segno che la Madonna attraverso Chiara ha toccato i cuori.


Alcune delle loro impressioni:
Ringrazio Dio di essere venuta a questo incontro, è stato per me il regalo di Natale per i miei prossimi voti perpetui, per i quali sto aspettando la risposta dalla mia madre generale. Il tema di Maria e la comprensione della sua totale apertura alla volontà di Dio, mi ha dato la luce per attendere, nella piena disponibilità, questa risposta.

Oggi c’è tanta comunicazione “social” ma senza unità, la visita al Gen Verde mi ha commossa in profondità perché, vedendo l’armonia tra loro espressa con l’arte, ho capito cosa significa avere e donare Gesù in mezzo. Veramente è possibile costruire questa realtà dovunque ci troviamo!  (Suore Guanelliane, Paraguay)

 “Mi sento ricaricata nel cuore. Le diverse esperienze mi hanno mostrato Maria nel suo disegno. Vivere la Parola è la sorgente per essere Maria e questo voglio cercare di vivere nella mia comunità quando torno”.  (Figlie di S. Eusebio, Congo)

 

È stato un regalo di Natale essere qui dopo questi mesi di studio e apostolato. Contemplare Maria tutta Parola vissuta, mi ha fatto tornare alle origini della mia vocazione che è iniziata vivendo la Parola di Vita. (…) Conoscere la Via Marie, specialmente Maria che perde Gesù, mi ha fatto capire che i momenti di buio devono venire e servono per rinsaldare la mia vocazione e poter poi sperimentare una nuova unione con Dio. (…) Nel carisma dell’unità ho visto la bellezza dei carismi, tanti fiori nell’aiuola della Chiesa, e ho rivisto la bellezza del mio specifico carisma e del mio fondatore. Ringrazio Dio per tutti voi. (Oblato di Maria Immacolata, Italia)

Ho capito che devo lasciare me stessa per vivere la Parola. (…) Anche io come voi ho il desiderio di diventare una persona che costruisce l’unità. Ho conosciuto per caso il Movimento e subito mi sono chiesta: Chi sono questi? Perché amano proprio me?… Ho voluto conoscerli di più… Ora voglio dirvi che avevo una ferita profonda nel cuore, ma il vostro amore costante l’ha guarita e senza il medico! Maria ci aiuta in questo cammino verso Gesù. (S. Maria Anunziata, Nigeria)

La Via Mariae è stata una grande luce, scoprire di aver vissuto nella mia vita quelle tappe, specialmente l’annunciazione e la perdita di Gesù nel tempio, mi hanno confermato che sono nella strada giusta. La realtà dell’unità è una luce per vivere in comunità. Grazie per l’amicizia e l’accoglienza. (Salin, India)
(Francesca e Donato)