martedì 19 marzo 2019

Primavera nel cuore dell'Europa



Solingen (Germania), 11-15 marzo 2019.

Primavera 

nel cuore dell’Europa


Mentre gli alberi e gli arbusti, passato l’inverno, cominciano a germogliare e spuntano i primi fiori, un gruppo di religiosi confluisce al Centro Mariapoli PACE a Solingen (Colonia). Sono 12 religiosi che provengono dalla Germania, dall’Austria, dalla Svizzera e dall'Olanda. Nell’Opera di Maria essi appartengono alla zona dell’Europa Centrale (DACH) e dimostrano tutta la sapienza di decine d’anni di vita vissuta in contatto con il carisma dell’unità. 
Il loro ritrovo annuale è caratterizzato dalla gioia di vivere quattro giorni in famiglia. 
In un primo momento, per coinvolgere tutti nello stile e nel tema di questo incontro, ciascun partecipante condivide le esperienze personali, rispondendo ad una domanda sfidante: Come sto io nella Chiesa di oggi? Qui troviamo abusi, incomprensioni, mancanza di dialogo, delusione per il comportamento di alcuni rappresentanti della Chiesa… Sono tristi realtà ecclesiali che giustificano l’affermazione: Stiamo vivendo una notte della Chiesa. Tuttavia, in questo buio brillano anche delle luci che vengono in modo singolare dalla visione di Chiesa prospettata da Chiara Lubich, o dalle intuizioni teologiche di Klaus Hemmerle ex vescovo di Aquisgrana (1929-1994), oppure dalle iniziative per i giovani, presentate e programmate da ‘riferenti validi ed esperti’, come qualcuno dei presenti sosteneva.






Guardando a questo incontro appena concluso, possiamo dire che questi giorni vissuti insieme sono stati caratterizzati, non solo da un grande fraternità tra i partecipanti, ma anche dall'esperienza di una costante condivisione in tutti i risvolti di questa breve convivenza, sia nella programmazione, come pure nella gestione pratica e perfino nel servizio domestico della casa ospitante. Insomma, fin dal primo momento nel Centro Mariapoli PACE questi religiosi si sono sentiti a casa e hanno fatto una vera esperienza di Chiesa che vive nell’amore reciproco. A conferma di questo, nell’ultima serata finale erano presenti alla cena anche i quattro Focolarini di Colonia, formando così un’unica famiglia. In vari modi i membri del Movimento dei Focolari sono stati un valido aiuto per la buona riuscita di questo incontro: sia nella preparazione e nei contenuti del programma, come anche negli aspetti organizzativi pratici. C'erano anche dei momenti proposti dai religiosi stessi, come ad esempio la preghiera del mattino con l’inserimento della Parola di Vita.
Lo svolgimento del programma ha dato un tocco di leggerezza a tutto l’insieme. Infatti, tutti hanno goduto della visione artistica ‘terrestre-celeste’ del grande pittore Marc Chagall, come pure della bellezza che si è respirata nel moderno santuario mariano di Neviges, apprezzato grazie alla guida di P. Paul Waldmüller che vive e opera lì. 

Da Neviges il gruppo è andato ​​a Bleiberg, sede di una comunità di diaconesse evangeliche. Sr. Ilse ha presentato le attività di questa comunità ricca di iniziative apostoliche e caritatevoli veramente edificanti.
Neviges, Madonna
    Lo svolgimento del programma ha dato un tocco di leggerezza a tutto l’insieme. Infatti, tutti hanno goduto della visione artistica ‘terrestre-celeste’ del grande pittore Marc Chagall, come pure della bellezza che si respirata nel moderno santuario mariano di Neviges, apprezzato grazie alla guida di P. Paul Waldmüller che vive e opera lì. Da Neviges il gruppo è andato ​​a Bleibergquelle, sede di una comunità di diaconesse evangeliche. Sr. Ilse ha presentato le attività di questa comunità ricca di iniziative apostoliche e caritatevoli veramente edificanti.

Tutti sono partiti da questo incontro con la gioia di aver capito dove il Signore li chiamava ad impegnarsi, affinché la Chiesa corrisponda sempre più e meglio al suo disegno divino. Veramente lo Spirito Santo, anima della Chiesa e del mondo, sta dolcemente preparando anche nel Nord-Europa i germogli di risurrezione per una nuova primavera. 

(Theo Jansen e Alois Schlachter)

lunedì 11 febbraio 2019

Incontro ecclesiale ecumenico

Baar (Svizzera), 24 settembre 2018


Giornata ecumenica


Il 24 settembre scorso si è svolto a Baar (Svizzera) una grande manifestazione di circa 400 Religiosi e Religiose provenienti dalla Svizzera con il Cardinale Joâo Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per la Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. C’erano rappresentanti da più di ottanta comunità, la maggioranza della Chiesa cattolica, ma anche da 10 comunità della Chiesa della Riforma e da una comunità ortodossa. Inoltre, c’erano quattro istituti secolari, quattro movimenti, quattro nuove comunità o Famiglie ecclesiali.

L’incontro si è tenuto nella grande sala del Comune di Baar, ed il giorno dopo si sono incontrati i superiori e responsabili delle comunità religiose nel nostro Centro di Incontri e di Formazione “Eckstein”.

Le persone del Movimento presenti qui a Baar hanno dato un grande contributo organizzativo affinché questa manifestazione potesse svolgersi nel miglior modo possibile; un servizio che è stato riconosciuto e molto apprezzato.

Un breve video di 4 minuti, fatto in modo professionale da Valter Hugo Muniz, riflette questa giornata con brani del discorso del Cardinale ed interviste ai partecipanti.



Per tutti è stato un vero incontro di Chiesa, dove carismi antichi e nuovi si sono incontrati e dove l’Opera di Maria si è messa al servizio. 












                                     




giovedì 24 gennaio 2019

Suore, Religiosi e Focolarini per un Natale Insieme


Castel Gandolfo e Sassone (Roma), 27-30 dicembre 2019



Consacrate, Religiosi e Focolarini consacrati 

dell’Italia per un

Natale Insieme




 Da alcuni mesi questo incontro era stato annunciato da Andrea e Rosalba, responsabili della grande zona italiana, come un ritiro annuale, ma con una novità inaspettata: l’invito era rivolto a focolarine e focolarini, insieme alle Consacrate e ai Religiosi d’Italia. L’organizzazione era nella mani dei rispettivi referenti zonali, sia per i focolarini che per i consacrati, ed infine si riversava direttamente sul sito del Centro Mariapoli di Castel Gandolfo.

Tra 1200 partecipanti c’erano, 34 religiosi e 36 consacrate. L’incontro si svolgeva in due posti distinti: un raduno generale per tutti i partecipanti al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo e nel pomeriggio per zone distinte. Per le consacrate e i religiosi italiani, insieme ai focolarini del Triveneto, gli incontri pomeridiani si svolgevano presso il Carmelo a Sassone.

L’argomento che ha suscitato tanto interesse in tutti verteva sul tema della Speranza, svolto in diverse sfaccettature: Speranza in chi?, con chi? per chi? e infine Speranza a 4D. La commissione preparatoria, per la verità, ha lavorato bene, pur essendo variegata nella sua composizione per poter venire incontro a tutte le attese dei presenti. In questa commissione c’erano tutti: focolarini a vita comune, sposati, consacrate, religiosi… Un aspetto, questo, molto importante perché ha richiesto da subito di fare un’esperienza di vera collaborazione nella ricerca di un sentire comune, tenendo presente tutte le sensibilità delle regioni Italiane, cercando di raccogliere, proporre, discutere, scegliere e mettere in atto esperienze, videoclip, interventi e interviste che in questi quattro giorni hanno dato un’idea delle gioie e speranze presenti in questo territorio.

Gli incontri che si sono fatti in comune al Centro Mariapoli sono stati apprezzati per la loro profondità, ma anche per la concretezza delle proposte. L’essere, come in un salotto, con la Presidente e il Copresidente del Movimento dei Focolari è stato un entrare nella vita più intima dell’Opera di Maria, che oggi nella Chiesa sta individuando come essere attenta e vigile per dare risposte puntuali alla attuali attese. 

Lo stesso tema del Card. Giuseppe Petrocchi Il dono di noi, coscienti di essere Chiesa per l'ut Omnes, ha lanciato lì parecchi interrogativi che richiedono una coerenza di vita di fronte ai doni che lo Spirito Santo non cessa di donare oggi alla sua Chiesa.

Il programma prevedeva anche di riservare due pomeriggi per i Religiosi e la Consacrate per sviluppare temi e realtà che li riguardavano più da vicino. Una risonanza particolare hanno avuto i temi sullo Spirito Santo e sulla Chiesa, presentato da Margaret e Marc, i due consiglieri generali per il dialogo nella Chiesa cattolica. 
Padre Fabio Ciardi Oblato ha esposto l’esperienza mistagogia di Chiara, come si deduce dal Paradiso ’49 da lei stessa trasmesso. Carlos Andrade con Sameiro e Marco ci hanno presentato la nascita di una nuova rivista , Ekklesìa appunto, che diventerà uno strumento di formazione e informazione per tutta la realtà ecclesiale del Movimento dei Focolari e oltre. Un intervento molto apprezzato è stato quello di Alba Sgariglia sul tema lo Spirito Santo nel Paradiso ’49. Successivamente e per un rilancio della vita delle consacrate e dei religiosi, P. Egidio Canil e Suor Carla Casadei ci hanno comunicato i nuovi orientamenti sul Movimento per la vita consacrata, che ha lo scopo di favorire una più profonda comunione tra i carismi che attingono luce dal carisma dell’Unità dell’Opera di Maria. 
A tal proposito il tema di suor Tiziana Merletti, Profezia di un carisma dopo il Fondatore, corredato di belle esperienze, ha fatto capire quale deve essere l’anima giusta affinché questo nuovo carisma possa dare un servizio ecclesiale specifico. La consacrazione a Dio di alcuni focolarini e focolarine avvenuta durante la celebrazione eucaristica finale è stata una degna conclusione del ritiro.


Molti e positivi sono stati gli echi e le risonanze dei partecipanti  che hanno sottolineato il valore e l’importanza di questi momenti al ritiro. Ecco alcune impressioni delle Consacrate:
È  stata un'esperienza davvero unica. Non ho mai vissuto un'esperienza di Focolare allargato così bella come quella di questo anno. È stato un crescendo continuo di Grazie, di luce, di gioia, di comunione, di affetto reciproco… Un cammino che deve continuare, perché è stata davvero un’esperienza di famiglia dell’Opera Unita.
Molto indovinata la scelta del tema: la Speranza! Ho una gioia immensa nel cuore proprio per le religiose che hanno potuto fare veramente un’esperienza di vita insieme, non solo a livello spirituale, ma umana, concreta, come nella casetta di Nazareth, dove vivevano fianco a fianco i tre, vergine, sposato con Gesù in Mezzo. Sono davvero ancora in contemplazione. Sì, ho l’impressione che una nuova strada si sia aperta....
La "folla" così grande di 1200 persone si è trasformata in un incontro fra persone care, una intima e preziosa riunione di famiglia. Rimane tanta gioia nel cuore e tanto desiderio e volontà di poter vivere ogni giorno quanto lo Spirito Santo ci ha donato.
Ripensando all'Incontro a Sassone, ho sentito nell'anima una grande gratitudine alla SS. Trinità per aver potuto concludere il 2018 con questo incontro di consacrati (religiosi e focolarini). Mi è sembrato un ulteriore dono di Maria! L'evento stesso mi è sembrato un grande "esordio" dello Spirito Santo che lo ha ispirato e programmato. Mi ha colpito soprattutto la realtà della Chiesa, trovandomi a ripetere spesso: È questa la Chiesa! Sono tornata con una grande pace e gioia e col desiderio di vivere  con maggiore radicalità nella docilità quotidiana allo Spirito Santo. 

Anche i Religiosi hanno condiviso, alcuni a voce ed altri per scritto, i loro echi sull’incontro:

È stato come sentirci tutti partecipi di un’unica famiglia, togliendo tutte le differenze e distinzioni. Siamo stati arricchiti tutti e tutte dallo stesso grande carisma dell’unità.
Quando è arrivato l’invito ai Religiosi di partecipare al Ritiro annuale di fine anno con i membri del Focolare e di fare con loro un’esperienza più completa, l’ho colto come una opportunità per costruire la presenza dei Religiosi in quel mistico sposalizio dell’Anima che il Verbo di cui Chiara Lubich parla nella sua esperienza del Paradiso ‘49.
Il tema di P. Fabio, che descriveva la Scuola Abbà come una mistagogia di Chiara, mi ha spinto a radicarmi in modo costante nel Patto che ci fa diventare tutti Gesù. Unito a tutte e tutti con il forte sentimento di riconoscenza, ringrazio per un dono così grande come è l’Ideale dell’ut omnes.

Armando Ceccarelli s.j.

lunedì 7 gennaio 2019

Un viaggio rimasto nel cuore di tutti


21 dicembre 2018 - 7 gennaio 2019

IN BRASILE:
Un viaggio rimasto nel cuore di tutti

Alla conclusione di questo viaggio fatto insieme con suor Tiziana, trovo il tempo per comunicare qualcosa dei frutti che mi pare siano emersi. Senza dubbio aver visitato questa terra insieme con suor Tiziana, incaricata per le consacrate, e aver condiviso tanti momenti è stata una grazia speciale, per la nostra unità e anche per la testimonianza che abbiamo potuto dare a chi ci incontrava.
La prima tappa è stata la Mariapoli Santa Maria a Igarassú, vicino a Recife nello stato del Pernambuco. Qui è iniziata l’avventura dei primi focolarini e focolarine. Una grazia particolare è stata la presenza in focolare di Vera Araujo con la quale siamo stati per tanti momenti di comunione. Con lei abbiamo parlato del progetto ‘Carismi per l’unità’ e ci ha concesso una intervista nella quale commenta positivamente questa linea (potrà essere inserito nei “pareri” del Dossier).

In una struttura dei salesiani a Joabatão, accanto Recife abbiamo fatto il primo incontro con le Consacrate e i Religiosi. È durato due giorni, con due pernottamenti. Pur essendoci alcuni che si sono messi in contatto con il Movimento dei Focolari da poco, si è rivelato un incontro che ha permesso di andare in profondità. Dei 21 presenti 3 erano focolarini (tra cui Corrado) e 4 focolarine, il programma è stato preparato da una “commissione” che coordina le attività dell’intera opera nella città di Recife. Questo particolare testimonia che l’Opera una prende in “mano” tutte le realtà dell’Opera compresa quella che tocca la nostra realtà della vita consacrata.
Alla fine dell’incontro, in una comunione molto profonda ci si è scoperti una sola realtà: non c’erano più coloro che facevano l’incontro e quelli che erano stati invitati, eravamo tutti uno, appartenenti alla Chiesa carismatica, chiamati a sostenere quanto Dio sta operando nella Chiesa, anche attraverso l’azione riformatrice di Papa Francesco. Ed è questo che conta. Il coordinamento dell’incontro era affidato a Grazinha, una focolarina di Recife e ad André, il responsabile della Fazenda di Joabatão.
André mi ha fatto una bellissima impressione, l’ho invitato a venire in Italia all’incontro estivo di Roveré (Verona) quest’anno e ne ho parlato a Frei Hans e Nelson, che si sono detti d’accordo. Chiederò a p. Luis (presidente della Fazenda) il suo parere. André, da parte sua, si è detto entusiasta.

La seconda tappa è stata la Fazenda da Esperança di Guaratinguetá. È lì dove l’esperienza è nata, dove ha sede il Centro mondiale della Famiglia da Esperança. Qui ci sono tutte le realtà della Famiglia: Fazenda maschile, femminile, monastero di clausura delle Clarisse, clinica per malati terminali di AIDS, Scuola di comunione per la formazione dei responsabili, Centro di produzione televisivo e radiofonico, famiglie. Una vera e propria cittadella di 200 persone. Abbiamo vissuto il Natale tra loro: straordinario vedere cosa fa Gesù in mezzo tra coloro che un tempo erano gli scarti della società e che adesso sono protagonisti della loro vita e di quella di coloro che sono stati loro affidati.
Vivere una settimana con frei Hans, Nelson, Lúcilene e Iraci, coloro che hanno permesso a Gesù in mezzo di fondare questa nuova esperienza nella Chiesa, è stato bellissimo, impareggiabile. Vedere dove tutto è cominciato, come una storia sacra è stato straordinario. Abbiamo parlato anche a loro del progetto ‘Carismi per l’Unità’, sono molto, molto contenti. Frei Hans mi ha detto che aspettava da tempo questo momento.

L’incontro è stato fatto dal 26 al 28 dicembre nella Fazenda. Eravamo 34, con noi c’era Aloisio, uno dei primi focolarini brasiliani. Il programma è stato simile a quello di Joabatão, ma con più esperienze. È stata la manifestazione della Vita di Gesù, la bellezza di scoprirsi fratelli e sorelle e di gioire del dono di ciascuno.
Il 28 dicembre, finito l’incontro, abbiamo trascorso una mattinata in una Fazenda de la Esperança vicina, la “Pedrinha”, visitata da Benedetto XVI il 5 maggio 2007. Adesso è santuario diocesano, un’altra bellissima realtà. Mi ha fatto impressione la vita che ho visto tra i responsabili coordinati da p. Cristian, un sacerdote della Fazenda tedesco, cresciuto tra i Gen’s e i sacerdoti focolarini. «A contatto con la Fazenda ho sentito la chiamata a farne parte. Ho lasciato tutto con il consenso del mio vescovo, e sono venuto qui in Brasile».

Una breve visita al Santuario Nazionale dell’Aparecida ci ha consentito di affidare a Maria ogni cosa, le nostre vite, i nostri progetti, il nostro viaggio.

La terza tappa l’abbiamo trascorsa nella Mariapoli Ginetta. In Vargen Grande Paulista. I giorni precedenti l’incontro ci hanno permesso di entrare nella vita della Mariapoli. Abbiamo vissuto qui la “virada” dell’anno. La visita a Germano che si trova nella infermeria dei Verbiti a San Paolo rientra tra le esperienze più significative.
L’incontro delle Consacrate e dei Religiosi è cominciato il 2 gennaio. Sono stati presenti 75 partecipanti, tra questi, tre focolarine e un focolarino, Klaus, incaricato per la spiritualità e la vita di preghiera del Centro zona di Brasilia. L’incontro è stato preparato e portato avanti da una commissione formata da suor Maria Ines, responsabile della Branca delle Consacrate, p. Dionisio, responsabile della Branca dei Religiosi, Simone e Geroilda due focolarine che seguono le suore, Klaus, p. Pedro Facci e Paco della segreteria della Branca del Brasile. All’incontro erano presenti anche un certo numero di Gen-re, sia della parte femminile che maschile.

L’ incontro era stato programmato per andare più in profondità rispetto ai due incontri precedenti cui avevamo partecipato. Veramente è stato un momento di Dio. Tutti i momenti aggiungevano bellezza e luce. Fino alla realtà del Paradiso ’49, al rinnovo del Patto nella consapevolezza che Dio sta costruendo la Chiesa con il contributo di ciascuno di noi. Tiziana ed io abbiamo potuto presentare la nostra lettura del momento particolare che stiamo vivendo come Chiesa, Vita Consacrata nella Chiesa e nell’Opera. Abbiamo delineato il progetto ‘Carismi per l’Unità’ apprezzato da tutti.

Ho avuto modo di incontrare la segreteria della Branca che si è ricomposta, sostituendo p. Luis della Fazenda con p. Marcelo della stessa Fazenda, trasferito dall’Argentina nel sud del Brasile. Con loro abbiamo parlato molto della nostra casa della Mariapoli Ginetta. P. Jacó ha concluso il suo periodo a servizio dell’Opera e alla fine di febbraio andrà in una comunità di formazione dei Pallottini. I Claretiani hanno messo a disposizione p. José Allen per tre anni. Siamo tutti d’accordo che la casa dovrà servire al progetto più ampio nel quale siamo incamminati. Sta maturando l’idea di aprire la casa a momenti prolungati di convivenza anche a membri delle nuove comunità, perché facciano esperienza di Gesù in mezzo, nell’Opera. Ronaldo, il responsabile della Cittadella è d’accordo con questa impostazione, sostenendola.
Tanti incontri significativi, tante sorprese inaspettate, tanti consensi… A noi ci è sembrato di dover seguire le sorprese dello Spirito Santo.
(Salvo D’Orto)


Ecco 4 impressioni significative del clima vissuto dai 141 partecipanti e inserite da suor Tiziana e da P. Salvo nella lettera inviata a Maria Voce (Emmaus), Presidente del Movimento dei Focolari:
“Dio è sorprendente, ieri la conversazione di Vera mi è entrata dentro, diceva che quando si incontra Dio lo si incontra per sempre. Mi impegno a mettere a disposizione tutta me stessa per l’Opera e la Congregazione, per essere strumento di unità”. (Suor Riqueza, salesiana)
“L’Ideale sta entrando dentro il nostro carisma, ci sta aiutando a vivere con Gim (= la presenza viva di Gesù) nella comunità. In questi giorni sono stato molto colpito, soprattutto quando in un’esperienza qualcuno ha parlato di Maria Desolata, ha illuminato alcuni passaggi della mia vita dove dovevo perdere alcune sicurezze. E anche quando ci è stata comunicata l’esperienza del Paradiso ’49: un’esperienza della manifestazione dell’Amore, dell’amarsi tra noi, senza chiedere niente”. (Fr. Genoir della Toca di Asis)
“Questi giorni sono stati di speranza, perché quando arriva la luce arriva la speranza. Per la prima volta, dopo un incontro, non sono preoccupata: non importa sforzarsi di ricordare concetti, capire espressioni, come mi succedeva in altri ritiri. Mi sento figlia di Chiara. L’amore ci porta avanti fino alla fine, il “tempo dirà”, senza preoccupazione. (Suor Selma della Toca de Asis)
“Per me la scuola di questi giorni è stata la più alta degli ultimi anni. Ho capito che mi dovevo rinnovare profondamente, mi sono confessato e sento di impegnarmi”. (Nelson dell’opera della Regalità, un istituto secolare).
Ci sembra di constatare un salto qualitativo nella vita di unità, sia trai consacrati che con il focolare, testimoniato anche dalla concretezza nel programmare il prossimo futuro.
In tutto il periodo ci siamo sentiti “stra amati” dall’Opera, che ci ha fatto godere della bellezza del Brasile e della ricchezza del popolo brasiliano, ma soprattutto della vita dell’Ideale che mette ancora più in risalto queste bellezze.
Ci hanno fatto notare che il nostro è stato un viaggio storico, perché fatto insieme, i due responsabili delle realtà dei Religiosi del Consiglio Generale. Ci pare sia vero sia per l’unità che si è approfondita tra noi, sia anche per le reazioni alla testimonianza che abbiamo potuto dare.
La partenza di Marco Aquini ci sembra sia stata la moneta d’oro di questo viaggio che sentiamo benedetto da Maria.
Suor Tiziana Longhitano e P. Salvo D'Orto

mercoledì 19 dicembre 2018

Video dell'incontro dei Giovani Religiosi sul Sinodo




Pubblichiamo una sintesi della giornata dell'incontro per giovani consacrati e consacrate avvenuto il 25 novembre 2018 nell'Aula Magna dell'Accademia Alfonsiana.



 





martedì 18 dicembre 2018

Un ondata di vita


Palermo, 16 dicembre 2018


Un’ondata di vita promossa da sacerdoti consacrate e consacrati



Che splendido l’incontro quello dei religiosi l’estate scorsa a Roverè (Verona) con grandi novità, tra le quali la presenza di un gruppo di consacrate (fra cui una suora della mia parrocchia), quella di un gruppetto di giovani consacrati/e, che, pur essendo alloggiati in una località vicina, hanno avuto dei momenti comuni con noi. Poi, l’avvio ufficiale della rivista  Ekklesia, che fonde insieme le due attuali riviste Gens e Unità e Carismi, un progetto che è diventato una felice realtà. Da ultimo, ma primo per l’importanza, l’approfondimento di alcune pagine del Paradiso ’49 con una videoconferenza con Jésus Morán, copresidente del Movimento dei focolari!

Nel giugno scorso qui a Palermo un giovane ed entusiasta sacerdote del Burundi ha conseguito la Licenza in Sacra Teologia, con un incoraggiante riconoscimento: “summa cum laude”. La sua tesi trattava della Chiesa burundese e la risposta che sta dando alle povertà indicate dal Concilio Vaticano II. Erano presenti molti della Parrocchia palermitana dove svolge il suo ministero ed altri del Movimento.
A metà luglio la visita al nuovo Vescovo di Cefalù, la mia diocesi di origine, è stata per lui l’occasione per intrattenersi in modo familiare con il Movimento dei Focolari della diocesi. Il fraterno abbraccio e l’impegno di ricordarci reciprocamente nella preghiera sugellava questo rapporto.

Un fatto importante, che ha lasciato il segno, è stata la splendida visita di Papa Francesco a Palermo, avvenuta verso la metà di settembre. Per noi fu l’inizio del nuovo Anno Sociale. In occasione del 25° del martirio del Beato Pino Puglisi noi sacerdoti, religiosi e consacrate ci siamo coinvolti nei preparativi e specialmente nella solenne e pur semplice Concelebrazione al Foro Italico e nella Cattedrale dove eravamo a pochi metri dall’altare con i seminaristi. I frequenti applausi al discorso del papa, la partecipazione così emozionante alle sue parole tanto esigenti, sono stati per noi momenti indimenticabili. 
 Successivamente abbiamo iniziato i nostri incontri mensili in focolare coi sacerdoti, religiosi e consacrate secondo un programma che si alternava: una volta sacerdoti e religiosi distinti, poi insieme con le consacrate. All’incontro di novembre eravamo in 14, fra cui due nuovi arrivati: uno del Madacascar e l’altro del Burchina Faso. In questo gruppo è passato anche un Diacono di rito greco-bizantino. Inoltre, si è parlato anche del programma di Sofia, del corso “Svegliate il mondo” e della rivista Ekklesia.
Attraverso le mie email periodiche raggiungiamo un’altra decina di religiosi e consacrati presenti anche delle diocesi vicine di Monreale, Trapani e Mazara del Vallo. Tanti altri venivano raggiunti con lettere personali congiunte a quelle periodiche, firmate da P. Vincenzo Ruggiero e dal sottoscritto. 
Tra le religiose del nostro gruppo sono avvenuti cambi e trasferimenti. Suor Salvatrice, ex Superiora Generale, è andata a Loppiano e Suor Caterina è partita per le Filippine.

Facendo visita con P. Vincenzo camilliano e a P. Angelo Grasso salesiano che sono a Marsala, abbiamo incontrato anche P. Salvino francescano conventuale del Centro P. Massimiliano Kolbe di Carini (PA). Ci siamo proposti di fare insieme qualche ritiro sulla Spiritualità di comunione ad alcune comunità religiose che lo hanno richiesto, e di lanciare qualche piccolo segnale che riguarda più direttamente il movimento dei religiosi.

Ma la realtà più significativa e più promettente, in riferimento all’Opera in loco, ci è sembrata l’evoluzione interna della comunità oblata di Palermo col suo sviluppo di ministero pastorale con i migranti. A fine settembre, infatti, è arrivato P. Adriano, con la sua grande esperienza missionaria e formativa svolta in Africa ed ora nominato Superiore della Comunità oblata di Palermo. Lui è l’Amministratore Parrocchiale della nuova Parrocchia di S. Nicola da Tolentino, collocata nel Centro Storico dove abita la gran parte dei migranti. Con lui abbiamo iniziato l’Anno Sociale, mettendo in programma alcuni giorni di verifica e di progettazione preceduti da mezza giornata di ritiro. Il clima della comunità religiosa è felicemente migliorato, grazie all’entusiasmo e all’impegno di tutti di vivere l’amore reciproco! Insieme e con lo stesso stile, stiamo mettendo le stesse basi nella Parrocchia a noi affidata, mentre la ristrutturazione della abitazione attigua, dove ci trasferiremo, è già a buon punto. Quindi, il passaggio dalla Parrocchia di periferia, dove eravamo presenti da 16 anni, a qui sarà effettuato a breve.
Intanto si lavora pastoralmente con tutta la parrocchia e con i vari gruppi etnici con un progetto armonico, in unità e distinzione, e in accordo con le vicine parrocchie gestite soprattutto da comunità religiose. Il Parroco di una Parrocchia vicina, che è presente nei nostri incontri in focolare, è particolarmente interessato a queste forme di collaborazione. Particolarmente contento di tutto questo è don Vito, un docente nella vicina Facoltà Teologica e collaboratore diretto del Vescovo! Un giovane oblato arrivato dello Sri Lanka, successore del precedente cappellano degli srilankesi, è felice del nostro progetto e, perciò, questa estate il nostro P. Sergio si è recato in Africa per favorire il dialogo tra alcuni vescovi del posto con la nostra diocesi di Palermo.
di Giovanni Fistaino 
Oblato di Maria Immacolata

domenica 2 dicembre 2018

Les visages de l’attente

Fribourg (CH), 30 novembre 2018




Les visages de l’attente: le Père Joseph Kuster 


 par Bernard Litzler
(vedi sotto la versione italiana)


En ce temps de l’Avent, cath.ch va à la rencontre de témoins. Ainsi le Père Joseph Kuster, 81 ans, membre de la Société des Missionnaires de Bethléem. Un missionnaire souriant, façonné par la spiritualité des Focolari et de sa fondatrice Chiara Lubich.

 L’Avent, temps de l’attente… Pour le Père Joseph Kuster, qui reçoit dans la maison des Missionnaires de Bethléem, sur la colline de Torry, à Fribourg, l’attente comporte diverses facettes. Dans la génération des aînés, que peut-on attendre? A quelques jours d’une opération du cœur, le religieux attend que le passage à l’hôpital se passe bien.

Mais la question va plus loin. Pour une personne âgée, quand les années passent, qu’attend-on? “La rencontre définitive, dit-il, la rencontre avec Celui qui m’a appelé et que j’ai pu choisir. Je sais qu’il me donnera son amour miséricordieux, car le Christ s’est livré pour moi. Je n’ai rien à craindre de lui, malgré mes déficiences’’.

Le père Kuster a grandi avec l’image d’un “Dieu juge qui observe’’. “Ça m’empêchait de me sentir vraiment heureux. Il restait toujours un peu de tristesse dans mon cœur’’.

Une nuit sans dormir

En 1969, lors d’une rencontre de religieux, il éprouve ce qu’assurait Chiara Lubich, la fondatrice du mouvement des Focolari: “Dieu t’aime infiniment, immensément’’. Dans un moment de prière, Joseph Kuster fait une expérience renversante, comme un éclair. Il comprend: Dieu l’aime, infiniment. Il s’en remet, joyeusement: “C’est la seule nuit que j’ai passée sans dormir, tellement j’étais heureux, confesse-t-il, sourire en coin. C’était comme un deuxième noviciat… Il y a vraiment eu un avant et un après’’.

“Que Dieu devienne chair, plus j’avance, plus cela me laisse bouche bée.”

Son entourage le confirme: il est devenu souriant. “Mes confrères ont mis ça sur le charme de la Suisse romande, où je venais de déménager’’. Car la réputation des Focolari, à l’époque, “était mauvaise’’. “Pensez donc: un mouvement lié au pape!”.

Obéir par amour

Mais pour Joseph Kuster, au contraire, les “Foco”, c’était “l’Evangile traduit en vie”. Car durant sa formation, avant le concile Vatican II, l’époque était davantage à la contestation, à la critique de la vénération mariale, etc. “En fait, les Focolari donnent la première place au Christ, comme Marie… Et obéir par amour donne une liberté plus grande que d’être soumis à sa liberté personnelle”.

Aujourd’hui, le religieux fribourgeois appartient à la branche religieuse des Focolari. Grâce à ces derniers, il a redécouvert les fondements de sa propre famille spirituelle. “La simplicité de l’enfant de Bethléem, c’est notre modèle. Avec l’amour du Père et la préférence pour les pauvres”.

Vivre comme Marie

Et l’Incarnation ?… “Noël, c’est l’Emmanuel, Dieu avec nous. C’est central pour nous, les Missionnaires de Bethléem. Que Dieu devienne chair, plus j’avance, plus cela me laisse bouche bée. C’est une grande joie, car Dieu est descendu au plus bas. Il est né pauvre, exilé, réfugié. C’est comme s’il nous disait: là où vous souffrez, j’y suis aussi”.

Aujourd’hui, le père accompagne spirituellement une douzaine de personnes. “Parfois, je ne sais pas trop que dire et je laisse le silence. Et les personnes trouvent les réponses d’elles-mêmes, confie-t-il. Chez les Focolari, j’ai beaucoup appris. Il ne s’agit pas de faire des dévotions mariales, par exemple, mais de vivre comme Marie dans son silence, son écoute profonde. Il ne s’agit pas de faire des exercices pieux, mais une vie à l’image de Marie”. Etre Marie… Comme un chemin d’Avent permanent.



Un rêve missionnaire

Né en 1937 à Engelberg, Joseph Kuster, issu d’une famille nombreuse, entre en 1957 au noviciat des Missionnaires de Bethléem. Son rêve? “Aller en Mandchourie”. Avec l’arrivée de Mao au pouvoir, le rêve échoue. A la fin de ses études, on lui demande d’enseigner le latin et le français au centre de formation des Missionnaires à Rebstein (SG). Il accepte, par obéissance. Finalement il part en Colombie en 1982. Il va y rester cinq ans, avant de revenir en Suisse. “J’ai mis deux ans à accepter mon retour ici”, avoue-t-il.

En 1984, il est nommé curé à Montet, dans la Broye, où il se rapproche des Focolari, présents sur la paroisse. Il y restera jusqu’en 1994. Aujourd’hui, il vit avec des confrères à Fribourg. Mais son aventure spirituelle avec le mouvement de Chiara Lubich se prolonge jusqu’à aujourd’hui.


Versione Italiana
Friburgo (Svizzera), 30.11.2018
I volti dell'attesa: padre Joseph Kuster della Società dei Missionari di Betlemme
di Bernard Litzler
Padre Joseph Kuster, 81 anni, è membro della Società dei Missionari di Betlemme. Un missionario sorridente, plasmato dalla spiritualità dei Focolari e dalla sua fondatrice Chiara Lubich.
Avvento, tempo dell'attesa ... Per padre Joseph Kuster, che nella sua casa sulla collina di Torry a Friburgo accoglie dei Missionari di Betlemme, l'attesa ha varie sfaccettature. Da una generazione di anziani cosa possiamo aspettarci? A pochi giorni di un'operazione al cuore, il religioso è in attesa che il suo ricovero in ospedale vada bene.
Ma questo aspetto della propria salute va ben oltre. Per una persona anziana, quando passano gli anni, cosa ci si aspetta? "L'incontro finale, ha detto, l'incontro con Colui che mi ha chiamato e ho potuto scegliere. So che mi accoglierà con il suo amore misericordioso, perché Cristo si è donato a me. Non ho nulla da temere da lui, nonostante le mie mancanze ''.
Padre Kuster è cresciuto con l'immagine di un "Dio-giudice che controlla". "Questo mi ha impedito di sentirmi davvero felice. Nel mio cuore c'era sempre un fondo di tristezza.”
Una notte senza dormire
Nel 1969, durante un incontro di religiosi, avverte che Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, lo rassicurava: "Dio ti ama infinitamente, immensamente''. In un momento di preghiera, Joseph Kuster è preso da un'esperienza sbalorditiva, come un lampo di luce. Capisce che Dio lo ama, infinitamente. Egli si china con gioia verso di lui: "Questa è l'unica notte ho passato insonne, ero così felice – confessa - sorridevo. Per me era come un secondo noviziato ... C'è stato davvero un prima e un dopo nella mia vita".
Un Dio che diventa carne! Più vado avanti, più questo mi lascerà senza parole".
Coloro che le sono vicini lo confermano: ora è sorridente. "I miei confratelli hanno ritenuto che questo fosse dovuto al fascino della Svizzera francese, dove mi ero appena trasferito". Perché la reputazione dei Focolarini, in quel tempo, non era buona. "Pensate: un movimento papista".
Obbedire per amore
Ma per Joseph Kuster, invece, i focolarini, "Foco" venivano detti, non era altro che "il Vangelo tradotto in vita." Perché durante la sua formazione, prima del Concilio Vaticano II, c’era un tempo di protesta, di critica della venerazione mariana, ecc. "In effetti, il Focolari mettevano al primo posto  Cristo, come Maria ... e- dicevano- obbedire per amore dona una libertà più grande ancora di quella personale, alla quale ti sei sottoposto".
Oggi, questo religioso di Friburgo appartiene alla branca religiosa dei Focolari. Grazie a questi, ha riscoperto le basi della sua stessa famiglia spirituale. "La semplicità del bambino di Betlemme che è il nostro modello, Dio amore e la scelta preferenziale per i poveri ".
Vivi come Maria
E l'incarnazione? ... "Il Natale è Emmanuele, Dio-con-noi. Questo è centrale per noi Missionari di Betlemme. Che Dio diventi carne! Più andrò avanti, più mi lascerà senza parole. È una grande gioia questa, perché Dio è sceso al livello più basso. È nato povero, esiliato, rifugiato. È come se ci stesse dicendo: dove soffri, lì ci sono anch'io. "
Oggi il padre accompagna spiritualmente una decina di persone. "A volte non so cosa dire loro e rimango in silenzio. E le persone trovano le risposte da sole. Tra i Focolarini ho imparato molto. Non si tratta di fare delle devozioni mariane, per esempio, ma di vivere come Maria, nel suo silenzio, nel suo ascolto profondo. Non si tratta di fare pii esercizi, ma di condurre una vita a immagine di Maria". Essere Mary ... Come un continuo cammino viaggio d'Avvento.
Un sogno missionario
Nato nel 1937 a Engelberg, Joseph Kuster, di famiglia numerosa, si unì ai novizi missionari di Betlemme nel 1957. Il suo sogno? "Andare in Manciuria". Con l'arrivo di Mao al potere, il sogno fallisce. Alla fine dei suoi studi, gli fu chiesto di insegnare latino e francese presso il Centro di formazione per missionari a Rebstein (SG). Accetta, per obbedienza. Alla fine, nel 1982si trasferì in Colombia. Vi rimase per cinque anni prima di tornare. "Ci sono voluti due anni prima di accettare di ritornare", ammette con rammarico.
Nel 1984 è stato nominato parroco a Montet, nella Broye, dove si è avvicinato di più ai Focolarini presenti nella parrocchia. Rimase lì fino al 1994. Oggi vive con i confratelli a Friburgo. Ma la sua avventura spirituale con il movimento di Chiara Lubich tutt’oggi continua.