mercoledì 21 febbraio 2018

180 Religiosi e Consacrate sotto il manto di Maria

Castel Gandolfo (Centro Mariapoli), 20-23 febbraio 2018

 Incontro dei Religiosi e delle Consacrate del Movimento dei Focolari


 Martedì, 20 febbraio

  L’incontro annuale dei Religiosi al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo è iniziato alla presenza di 90 religiosi provenienti dalle varie zone dell’Europa, con alcuni rappresentanti dei continenti; e durerà 4 giorni, di cui gli ultimi due saranno insieme alle consacrate. 

Nel saluto iniziale P. Salvo, responsabile della branca, ha messo in evidenza la gioia che si avvertiva di poterci re-incontrare, perché l’anno scorso gli incontri si sono moltiplicati nei continenti e non al centro. Dopo questi due anni di attesa, è scattata subito una bella aria di famiglia, che ha coinvolto tutti. Inoltre, il messaggio videoregistrato di Emmaus e Jesús, che concludeva il ritiro del Consiglio Generale dell’Opera di Maria e risentito dai religiosi in questa occasione, ha riportato tutti nel cuore di quest’Opera.
In questi giorni il programma è stato intenso, ma allo stesso tempo anche leggero perché ha ricreato tanta gioia interiore. Tutti si sono sentiti di far parte di un unico disegno di Dio.

Pace Nasr ed Antonio Borges, due consiglieri dell’Opera, hanno introdotto la riflessione iniziale su “Maria e la Parola”, ascoltando alcune risposte di Chiara Lubich date in diverse circostanze. Essendo proprio Maria il tema dell’anno, nel pomeriggio p. Fabio Ciardi ha continuato su questo argomento, leggendo e commentando le prime pagine del Paradiso ‘49.
In queste pagine ispiratrici del carisma dell’unità, era presente fin dall’inizio la figura di Maria. Come per Chiara e per le prime persone che le erano accanto, Maria divenne un’esperienza collettiva di contemplazione, e da subito è apparsa come il proprio dover essere. Così avvenne anche per questo folto gruppo di religiosi che, anche se in forma diversa, avvertirono che in Maria stava racchiuso la grandezza di questo carisma donato da Dio a tutta la Chiesa e all’umanità attraverso Chiara Lubich e, perciò, poteva essere compreso solo se la loro vita si fosse rispecchiata in Lei. Alcune espressioni uscite con spontaneità dalla comunione di alcuni di loro lo rivelano: «siamo in Paradiso», «mi sento una piccola Maria», «ho trovato la forza per ricominciare», «è una mistica nuova»…

Nel secondo momento della mattinata è stato ascoltato il tema su: Fedeltà creativa II tenuto dal copresidente del Movimento dei Focolari, Jesús Morán, ai responsabili di tutta l’Opera. I punti da lui sviluppati parlavano del momento storico che l’Opera di Maria sta vivendo oggi, un momento certamente delicato, di passaggio, e anche di prova, ma nei successivi punti di questo intervento non sono mancate le premesse di un futuro migliore, che sa guardare ad ogni ostacolo come ad una opportunità di crescita per andare avanti. 

 
 Nella sala si avvertiva in tutti i religiosi un clima di serenità, perché erano tutti coscienti che anche nelle proprie famiglie religiose non mancano le criticità, ma non sempre si ha la luce per rispondervi. Sono arrivati anche molti messaggi da coloro che non erano presenti. Uno per tutti quello di Tiziano Baracco, salesiano: «Per tanti motivi – scrive - non sono lì con voi: si vede che ho bisogno di crescere nella vita di unione a Gesù crocifisso e abbandonato e, contemporaneamente, avverto la necessità di rimanervi unito attraverso la presenza di Gesù tra di noi! Conscio che non esiste un’altra Vita, un’altra Via e nessun altra Verità se non Lui. Vi mando almeno un saluto, avvicinando in qualche modo la mia fiammella di luce alla grande Fiamma, perché il Fuoco tra tutti voi (noi) sia più acceso e la Luce per la Chiesa sia un po’ più chiara».

 Mercoledì, 21 febbraio.


«Lo spartito è stato scritto in cielo, e lo svolgimento avviene qui in terra»! Ecco un’espressione che fotografa lo svolgimento della seconda giornata del nostro incontro. Il programma è stato armonioso, anche se impegnativo. Infatti, Hubertus e Anna Maria Rossi, hanno tracciato le cinque fasi di un cammino di incarnazione alla luce del testo di Chiara Resurrezione di Roma, pubblicato sul giornale «La Via» (diretto da Igino Giordani) nel 1949.
Il resto della giornata è stato dedicato alle esemplificazioni pratiche di questo scritto programmatico perché:
·         si è parlato di dialogo ecumenico, con la felice scoperta che un gruppo di otto religiosi si sta già impegnando concretamente ad instaurare contatti con religiosi di altre confessioni cristiane; ·         si è parlato di dialogo interreligioso, in cui si è menzionato il desiderio di un gruppo di monaci buddisti della Tailandia, di trascorrere un periodo a Loppiano, approfittando della visita del Papa (10 maggio), per approfondire la spiritualità dell’unità;
·         si è parlato di Genfest e del pre-sinodo sui giovani, aiutati da alcuni ragazzi Gen ben motivati, che con un entusiasmo contagioso hanno riferito sui preparativi che si stanno facendo;
·         si è parlato di Ut omnes, per sintonizzarsi sull’orizzonte attuale dell’Opera di Maria che in questo senso sta facendo dei passi concreti.





Tutto questo sotto lo sguardo di alcune persone del Movimento dei Focolari che nel 2017-2018 hanno concluso il loro cammino terrestre e ci appoggiano dal cielo: Gianni Caso, Cardinal Miloslav Wlk, Marco Tecilla, Costanzo Donegana, Antonio Petrone, Michel Lemonnier, Gisella Calliari, Marcello Mencuccini. Ci si è soffermati anche su altre quattro figure che percorrendo la strada della spiritualità dell’unità dalla Chiesa sono già stati dichiarati servi di Dio e sono in processo di santità: Domenico Mangano. Maria Orsola, Cecilia Perin, Jerzy Ciesielsky.
In breve, è stata vissuta una seconda giornata con uno sguardo fisso sull’Opera di Maria ed ora i religiosi si aprono alle consacrate per vivere insieme con loro i prossimi due giorni.

Giovedì, 22 febbraio

L’ondata di Consacrate arrivate ieri sera e stamattina, hanno raddoppiato il numero dei partecipanti del Centro Mariapoli di Castel Gandolfo. Le loro provenienze sono le più eterogenee: Asia, Oceania, Africa, America del sud, Europa… Eterogenee ancor di più sono le loro famiglie religiose che raggruppano antichi e nuovi carismi. Dopo la recita delle lodi, i due responsabili, sr. Tiziana Longhitano e P. Salvo D’Orto, rivolgono a tutti una parola di saluto e si prestano per le reciproche presentazioni.
«In questa giornata abbiamo vissuto una rinnovata passione per la Chiesa e alla fine avevamo proprio un'Anima-Chiesa». Questa era l’impressione di molti. I temi previsti erano interessanti: nella mattinata sono stati due gli argomenti che hanno coinvolto profondamente l’assemblea. Il primo è di Chiara Lubich che ha sempre avuto una grande Passione per la Chiesa. Questo suo discorso, tenuto nel 1966 e riascoltato oggi, è stato giudicato da tutti di estrema attualità.
Ha fatto seguito, poi, una seconda riflessione di Mons. Giuseppe Petrocchi, vescovo di L’Aquila, molto profonda e sapienziale dal tema: Profilo mariano della Chiesa e il carisma dell’unità: aspetti pastorali. Il relatore con coraggio ha affermato che il profilo mariano precede e racchiude in sé ogni aspetto ecclesiale, anzi, precede e comprende perfino quello petrino. Inoltre, tale stile di vita è inerente ad ogni vocazione ecclesiale. E se non lo fosse, ne soffrirebbe enormemente l’aspetto evangelico di ogni comportamento semplicemente cristiano. 
Nel pomeriggio sono stati ascoltati i giovani religiosi che hanno raccontato del loro cammino fatto in questi ultimi anni di incontri, scambi e iniziative fatti insieme.

Successivamente, l’assemblea si è incontrata con la Presidente, Maria Voce Emmaus, e il Copresidente, Jesús Morán. Sono emerse nuove ed interessanti prospettive. All’inizio è stata presentata l’esperienza di alcuni giovani nel Nord-Est d’Italia che sono stati incaricati di organizzare per i religiosi e le religiose di quelle tre regioni italiane una giornata commemorativa per la vita consacrata. Questo piccolo comitato preparatorio ha preso contatti con il Cardinal Prefetto della Congregazione vaticana per i religiosi e, poi, con la loro tenacia evangelica, con l’obiettivo dell’inserimento pieno nella Chiesa locale, con la loro constante sensibilità per creare una vera e sincera comunione con tutti, sono stati in grado di organizzare una giornata veramente apprezzata da tutti gli 800 partecipanti.

Una realtà questa a cui ha fatto eco anche il dialogo che si è tenuto con i due primi rappresentanti dell’Opera di Maria, Presidente e Copresidente.
Le sottolineature più importanti riguardavano la bellezza del Carisma dell’Unità che ho Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa di oggi e le sue conseguenze che concerne l’impegno nel testimoniare il carisma con molta libertà, escludendo ogni autoreferenzialità e qualsiasi chiusura. La giornata, quindi, è culminata con questo momento di focolare con Emmaus e Jesús, perché la loro vicinanza e l'umiltà con cui loro si sono rivolti a tutti i presenti con parole sfidanti, hanno veramente colpito il cuore. Con forza essi hanno affermato che l'Opera ha un plus di ecclesialità grazie alla presenza di consacrate e di religiosi.

Venerdì, 23 febbraio

Il tema che l’Opera di Maria medita durante tutto quest’anno sociale, è stato ascoltato in questa quarta mattina. I due Consiglieri dell’Opera di Maria incaricati per l’aspetto dell’irradiazione e dell’apostolato, Maria da Gloria Duarte e King Timoty , lo hanno introdotto, attirando l’attenzione su argomenti essenziali: L’identità dell’Opera di Maria o Movimento dei Focolari, l’attrattiva che esso ha ancor oggi, la famiglia o la fraternità che questo carisma ha la forza di creare tra tutti, valorizzando ciascuno senza tante differenze di ruoli, o ombre di atteggiamenti autoritari, ma nell’uguaglianza, riconoscendoci fratelli tra tutti. Ma non solo, anche gli aspetti sociali che Maria canta nel suo Magnificat pian piano trovano la strada e le strategie operative perché si avveri concretamente l’espressione evangelica di Maria «ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili».
La mattinata si conclude con un intervento fondamentale e concretamente orientativo tenuto da suor Tiziana e p. Salvo che lanciano le nuove prospettive che interpellano i religiosi e le consacrate, proponendo delle prospettive nuove sul Movimento delle Religiose e dei Religiosi. In questo momento conclusivo per i religiosi e centrale per le consacrate, i due incaricati si sono rivolti ai presenti chiedendo il loro se erano tutti concordi nel fare insieme un cammino di unità. L’accordo è stato unanime, soprattutto perché ci si propone di dare delle risposte sempre più ecclesiali al desiderio di essere Carismi per l’unità. Espongono, quindi, la realtà delle “Famiglie carismatiche”, quella dei “laici” legati ai carismi, l’idea di costituire un Movimento dove Religiosi e Consacrati cammineranno insieme. La Chiesa stessa chiede di essere insieme, come è avvenuto durante l’Anno della vita Consacrata voluto da Papa Francesco. Questa, quindi, è l’indicazione nuova anche per chi partecipa al carisma dell’unità del Movimento dei Focolari. Inoltre, si informa anche sul corso Svegliate il mondo, del Centro Evangelii Gaudium, fatto a Loppiano, sulle attività ecumeniche già iniziate dai religiosi e di altro iniziative svolte qua e là nei vari continenti.


In questo, tutta la realtà della vita consacrata è coinvolta: giovani e adulti, laici e consacrati, superiori e sudditi, movimenti di vario genere che s’ispirano ai diversi carismi. Tutti si sentono uniti dal stesso carisma dell’Unità che lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa di oggi.
Mariano Steffan

mercoledì 7 febbraio 2018

Un cambio ecclesiale sotto il segno dell’Unità


Montet (Svizzera), 29 gennaio – 1 febbraio 2018.

Le giovani generazioni guardano alla Chiesa con interesse


Un cambio ecclesiale sotto il segno dell’Unità

 

Nove persone, che al Centro dell’Opera si occupano dell’ambito ecclesiale [che raggruppa in sé il Movimento parrocchiale e diocesano, i sacerdoti focolarini e volontari, i religiosi e le consacrate, la segreteria dei Vescovi amici], si sono recati insieme alle scuole di Montet (Svizzera) per presentare le linee operative che in questo sessennio 2014-2020 l’Opera di Maria sta portando avanti.
La novità sta nel fatto che i rappresentanti di questi 5 Centri, si sono presentati concordi alle scuole di Montet presentandosi come un’unica realtà: sono il popolo di Chiara Lubich, che attualizza con le sue specifiche caratteristiche, la Chiesa del Vaticano II, camminando nel solco di Papa Francesco.
Il programma si è svolto in modo molto semplice e, soprattutto, esperienziale; non sono stati i concetti teologici ad emergere, ma il cammino faticoso volto a concretizzare la spiritualità di comunione. La formazione offerta alle focolarine e ai focolarini contiene fin dall’inizio questo aspetto ecclesiale dell’Opera. Ma come fare per incarnarlo?

Don Antonio Bacelar
 Dopo le reciproche presentazioni, don Antonio Bacelar, rappresentante dei sacerdoti focolarini, insieme con don Michele, sacerdote volontario, hanno rotto gli indugi e, prendendo spunto dalla loro esperienza sofferta, hanno parlato di una Chiesa troppo piramidale che a loro non piaceva, per entrare nel mistero di una Chiesa che è Popolo di Dio e che ha un suo profilo mariano. Questa è la Chiesa che hanno incontrato nell’Opera di Maria e dava una risposta alle loro aspettative, ritrovate successivamente negli insegnamenti del Vaticano II°, soprattutto in Gaudiun et Spes e Lumen Gentium.
P. Salvo, referente dei Religiosi al Centro dell’Opera, partendo dalle radici bibliche, ha posto l’accento sul profetismo. Quindi, non solo Chiesa gerarchica, ma anche profetica. Per cui i carismi non sono solo limitati ai compiti o ai ruoli da svolgere, ma per loro natura sono a servizio dello Spirito che anima la Chiesa. Il profilo mariano lo si ritrova ovunque nella Chiesa, ed è questo il legame che unisce la molteplicità dei carismi e fa “Una” la Chiesa.
Suor Carla Casadei al centro
circondata da studenti
Anche il Movimento dei Religiosi e delle Consacrate, ha detto suor Carla Casadei, francescana dei poveri, si muove in questa dimensione ecclesiale. Uno scritto di Chiara dell’ottobre 1957 dice: «La Lega, voi non sapete che cosa sia. Io sola lo so, perché l’ho vista… E’ una cosa grande, grande, grande. Abbraccia tutta la Chiesa. Comprende tutta la parte ecclesiastica; tutti i sacerdoti, tutti gli ordini religiosi. E’ una cosa bella, bella, bella…».

Da sx a dx: Sameiro, Luca De Meo, Pernandu studente,
Salvo, Marco in primo piano e Giancarlo
e don Mariano assistente Gen's 
Giancarlo Faletti, che coordina la segreteria dei “vescovi amici”, ha espresso con intensità spirituale il contenuto chiave del carisma dell’Unità che ha portato Chiara Lubich ad avere una forte “Passione per la Chiesa”. Il carisma di Chiara verrà capito e sviluppato se è inserito lì. Infatti, quando a Trento Chiara ha incontrato il suo vescovo, mons. Carlo De Ferrari, ed è nato in lei un profondo senso di obbedienza alla Chiesa, lei si è sentita figlia di questa Chiesa e si è trovata, poi, perfettamente inserita nel Vaticano II. Attualmente i Vescovi amici del Movimento dei Focolari sono qualche centinaio. In questo incontro uno di loro, Mons. Brendan Leahy, vescovo della diocesi di Limerick in Irlanda, è rimasto per due ore in video-conferenza e ha potuto descriverne meglio lo spirito che li anima e raccontare i frutti che avvengono nelle loro diocesi.


A sinistra Palmira Frizzera, che fu tra le prime
compagne di Chiara Lubich 
agli inizi del Movimento dei Focolari
Marco e Sameiro, del Movimento parrocchiale e diocesano sono partiti dal carisma di Chiara Lubich, che è Ut omnes, il testamento di Gesù. Il programma di tutto il movimento diocesano e parrocchiale si snoda in questi tre punti: 1) Partire dalla Chiesa, 2) Partire da Gesù in mezzo con la mistica del noi, 3) Partire dall’ut omnes che guarda a tutta l’umanità. In questa linea dovrebbero muoversi tutte le diramazioni del Movimento dei Focolari, perché è un’Opera-Chiesa.
 


Al Centro Palmira Frizzera, da sempre insegnante
a Montet, circondata oggi da studenti ed educatori
Sia durante che dopo queste presentazioni, ci fu una pioggia di domande da parte dei presenti, con esperienze concrete che precisavano, o correggevano, quanto si è fatto finora e quanto si sta facendo nell’Opera.
I presenti in quest’aula erano felici e contenti di saperne di più e di sentirsi sempre più conquistati da Gesù, il Risorto, che fa bella la Chiesa.
In conclusione, si è avvertito che è partendo da questo principio di fede e di obbedienza alla Chiesa che Dio prepara le strade per portare avanti i suoi piani. Anche le indicazioni concrete ci sembravano suggerite dallo Spirito Santo, perché avvalorate dalla vita vissuta in Gesù, che sulla croce si sente abbandonato. Questo è il segreto che tutto trasforma e diventa opera di Dio, Regno suo. Il corso di 18 ore di ecclesiologia che seguirà, portato avanti da Mariano Steffan, membro del gruppo di ecclesiologi della scuola Abba, troverà ora negli alunni una ottima base per incrementare la “Passione per la Chiesa”, che sta a cuore a tutti coloro che sono chiamati a vivere per l’Unità.
 Steffan Mariano

martedì 16 gennaio 2018

Consacrate e consacrati che si mettono nelle mani di Maria

Il  NATALE 2017 per me è stato un dono!

A Loppiano con i giovani consacrati


 
Dal 27 al 30 dicembre 2017 si è svolto a Loppiano un incontro di formazione spirituale per giovani consacrati e consacrate, dal titolo: Maria: nel suo disegno il mio, il nostro disegno.  
Erano presenti 39 giovani appartenenti a 10 diverse congregazioni, istituti religiosi, associazioni private di fedeli e di 14 diverse nazionalità.
Alcuni dei presenti avevano già preso parte ad incontri con il Movimento dei Focolari, mentre altri partecipavano per la prima volta. Pochi conoscevano la Cittadella di Loppiano con le sue molteplici realtà, ma ne sono stati subito incuriositi e attratti ponendoci svariate domande per capire meglio dove erano arrivati! 

Fin dal primo giorno si è avvertito un clima di fraternità spontaneo e gioioso; sembrava di essere sempre stati assieme. 
Attraverso le testimonianze dei cittadini di Loppiano, il dialogo con i e le Gen, i Gens, (raggiunti con un collegamento skype), la messa alla Theotókos e la cena nei focolari siamo entrati nella realtà della Cittadella e della vita di comunione.

Questo ha permesso di toccare con mano che la vita del comandamento nuovo è possibile e ha fatto nascere il desiderio di portarla nelle comunità di appartenenza.
I temi affrontati sono stati profondi di contenuto e le varie esperienze molto incisive.
Il tema su “Maria” sviluppato in tre punti: Maria Chiesa, la Via Mariae e Maria nel Paradiso ’49 ha portato a tutti una nuovissima scoperta della Madonna e una profonda comunione con Lei.

I
l tema della Via Mariae ha illuminato il percorso di chi già vive la spiritualità di comunione ma è stato soprattutto una fonte di risposte alle domande che ognuno aveva in cuore per le piccole e grandi difficoltà che stava vivendo.

Un punto di questa Via che ha toccato particolarmente è stata: “la perdita di Gesù al tempio”. Essa rappresenta il momento della prova, si ha l’impressione di perdere Dio. Il poter comprendere che le crisi non sono un fallimento, ma importanti tappe della vita spirituale, ha dato una svolta per ricominciare il cammino con Dio e consolidare la propria chiamata.

Altra scoperta è stata comprendere l’importanza e la ricchezza dell’essere Chiesa, capire che oltre al dialogo interiore con Gesù, c’è anche l’incontro con Gesù che è nel fratello, via concreta per condividere e camminare insieme, anche in preparazione al Sinodo dei giovani, per il quale abbiamo dato il nostro contributo, approfondendo i lavori di preparazione e rispondendo a delle domande che ci erano arrivate dall’ufficio che lavora per il sinodo, per consegnarle poi ai vescovi sinodali.

Infine, P. Fabio Ciardi ci ha presentato tre testi del Paradiso ’49 dove Chiara parla di Maria. Una buona metà non conosceva questo “tesoro” dell’Opera, ciò nonostante P. Fabio è riuscito a farsi capire e far cogliere la novità della visione su Maria contenuta in questi testi. Ci siamo sentiti tutti presi da questa realtà, come se fossimo entrati in quell’Anima che ci lasciava senza fiato, senza parole, solo contemplazione.

Una profonda pace, serenità e gioia alla fine dell’incontro ci sembra possano essere segno che la Madonna attraverso Chiara ha toccato i cuori.


Alcune delle loro impressioni:
Ringrazio Dio di essere venuta a questo incontro, è stato per me il regalo di Natale per i miei prossimi voti perpetui, per i quali sto aspettando la risposta dalla mia madre generale. Il tema di Maria e la comprensione della sua totale apertura alla volontà di Dio, mi ha dato la luce per attendere, nella piena disponibilità, questa risposta.

Oggi c’è tanta comunicazione “social” ma senza unità, la visita al Gen Verde mi ha commossa in profondità perché, vedendo l’armonia tra loro espressa con l’arte, ho capito cosa significa avere e donare Gesù in mezzo. Veramente è possibile costruire questa realtà dovunque ci troviamo!  (Suore Guanelliane, Paraguay)

 “Mi sento ricaricata nel cuore. Le diverse esperienze mi hanno mostrato Maria nel suo disegno. Vivere la Parola è la sorgente per essere Maria e questo voglio cercare di vivere nella mia comunità quando torno”.  (Figlie di S. Eusebio, Congo)

 

È stato un regalo di Natale essere qui dopo questi mesi di studio e apostolato. Contemplare Maria tutta Parola vissuta, mi ha fatto tornare alle origini della mia vocazione che è iniziata vivendo la Parola di Vita. (…) Conoscere la Via Marie, specialmente Maria che perde Gesù, mi ha fatto capire che i momenti di buio devono venire e servono per rinsaldare la mia vocazione e poter poi sperimentare una nuova unione con Dio. (…) Nel carisma dell’unità ho visto la bellezza dei carismi, tanti fiori nell’aiuola della Chiesa, e ho rivisto la bellezza del mio specifico carisma e del mio fondatore. Ringrazio Dio per tutti voi. (Oblato di Maria Immacolata, Italia)

Ho capito che devo lasciare me stessa per vivere la Parola. (…) Anche io come voi ho il desiderio di diventare una persona che costruisce l’unità. Ho conosciuto per caso il Movimento e subito mi sono chiesta: Chi sono questi? Perché amano proprio me?… Ho voluto conoscerli di più… Ora voglio dirvi che avevo una ferita profonda nel cuore, ma il vostro amore costante l’ha guarita e senza il medico! Maria ci aiuta in questo cammino verso Gesù. (S. Maria Anunziata, Nigeria)

La Via Mariae è stata una grande luce, scoprire di aver vissuto nella mia vita quelle tappe, specialmente l’annunciazione e la perdita di Gesù nel tempio, mi hanno confermato che sono nella strada giusta. La realtà dell’unità è una luce per vivere in comunità. Grazie per l’amicizia e l’accoglienza. (Salin, India)
(Francesca e Donato)

venerdì 24 novembre 2017

Preghiera e dialogo richiedono profondità d’animo

Roma, 23 novembre 2017.

INSIEME PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

L’iniziativa di questo corso accademico parte dai francescani (IFS – Istituto Francescano di Spiritualità), ma s’incontra subito con i focolarini (IUS – Istituto Universitario Sophia) e INSIEME collaborano. Emergono inaspettatamente i percorsi che tracciano una cultura più vitale, concreta e attinente alla vita; una cultura che fa storia. L’iniziativa dell’IFS che si è focalizzata sul tema della preghiera nelle religioni, è per lo IUS un invito a nozze, avendo già nel suo programma accademico dei corsi sull’argomento, frequentati anche da studenti di altre religioni.


L
Mons. Luigi Padovese, vescovo
'Istituto Francescano di Spiritualità (IFS) della Pontificia Università Antonianum di Roma, dopo la barbara uccisione di mons. Luigi Padovese avvenuta in Turchia nel 2011, ha istituito a suo nome una Cattedra di Spiritualità e di Dialogo Interreligioso. Per tanti anni Mons L. Padovese ha servito l’Istituto di Spiritualità prima di essere nominato vescovo, ed era doveroso tener viva la sua memoria con questa cattedra. Quest’anno, infatti, questa Cattedra offe una serie di conferenze sulla preghiera nelle religioni (Islam, Ebraismo, Induismo). Ma la novità è che la programmazione del corso è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Universitario Sophia (IUS) che ha sede a Loppiano (Firenze). Per questo motivo, come moderatore è stato scelto il prof. P. Theo Jansen, docente in entrambi gli istituti accademici.

Professori: Paolo Frizzi, Theo Jansen, Roberto Catalano
In apertura del corso, giovedì 23 novembre due docenti allo IUS, Roberto Catalano e Paolo Frizzi, hanno esposto un qualificato contributo sull’aspetto della preghiera, ma anche sul ruolo che hanno i movimenti ecclesiali nel dialogo interreligioso. I cento studenti convenuti le hanno ascoltate con grande interesse intervenendo anche con domande ben pertinenti, come: “Cosa si fa se un credente di una di queste religioni vuole passare al cristianesimo; il dialogo non diventa proselitismo?”. Questi due professori, che tengono questi corsi, hanno onestamente parlato delle difficoltà, ma anche, sulla base della loro esperienza, hanno delineato i tratti salienti che hanno portato al rispetto dell’altro e quell’interrogativo di fondo che, in ambito religioso, richiede ad ognuno coerenza e profondità.

 
Il preside dell’IFS, fr. Luca Bianchi ofmcap, si è dimostrato particolarmente soddisfatto perché è stato ampiamente dimostrato che alla base di qualsiasi dialogo interreligioso occorre una dimensione vitale radicata in una spiritualità. Solo così si potrà passare ad un dialogo di livello culturale e accademico.

In questo primo incontro si è verificato l’auspicio che il prof. Piero Coda, preside dello IUS, aveva espresso nel suo messaggio per questa occasione: “In felice sinergia tra le nostre due istituzioni accademiche possiamo offrire un contributo piccolo, ma sincero, alla costruzione di quella cultura dell’incontro, animata dalla mistica del dilatare la nostra interiorità e del camminare insieme in adesione alla volontà di amore e di pace di Dio, cui ci sollecita il magistero di gesti e parole di Papa Francesco”.
Theo Jansen e Mariano Steffan
Per informazioni: www.antonianum.eu

martedì 21 novembre 2017

I giovani consacrati sono attratti dal Sinodo sui giovani

Roma (Alphonsianum),12 novembre 2017.

Anche la Vita consacrata

è chiamata a riflettere

sul Sinodo dei giovani


Nell’aula magna dell’Università alfonsiama consacrate e religiosi studenti delle diverse facoltà pontifice s’incontrano per conoscere e riflettere sul tema dei giovani: Fede e discernimento vocazionale. Il loro interesse si è concluso con un reale coinvolgimento. L’invito a ritrovarsi era partito da un gruppo di giovani religiosi che s’incontrano regolarmente, e vi ha aderito un folto gruppo di giovani studenti (ragazze e ragazzi consacrati) che studiano a Roma nel diversi Collegi romani.

P. Donato e Matilde
È stata una sorpresa anche per gli organizzatori che non si aspettavano di trovarsi davanti ad una sala dell’Università alfonsiana dove ordinariamente si svolgono la difesa delle tesi di dottorato, completamente gremita di giovani religiosi dei diversi paesi che attualmente studiano nel collegi romani. All’appuntamento suore e religiosi venivano in gruppo ed è stato un fenomeno sorprendente. La sala prevista in antecedenza non poteva contenerli e al momento del Break le vettovaglie erano insufficienti, ma ogni carenza e insufficienza è stata supplita dalla generosità della casa ospitante, cambiando immediatamente sala e ricorrendo alle provviste di chi vi alloggia.

Una breve panoramica dei giovani pervenuti ha rivelato che non erano italiani: quindi una internazionalità ben rappresentata, mentre l’Italia era presente, si e no, per il 7%. Oltre ai paesi di provenienza, anche le famiglie religiose rappresentate erano numerose. Roma offre questa pluralità così multiforme, ma prima d’ora non si sapeva come raggiungerli tutti.

 
Dietro a questa numerosa partecipazione c’è anche qualcosa di misterioso. «Da mesi – ha affermato p. Donato Cauzzo camilliano – pregavo per la buona riuscita di questo incontro ed è per me misterioso che dopo tanto lavoro a volte arrivano solo una quindicina di persone, mentre, invece, lavorando poco, ne arrivino tante».

Infatti, gli organizzatori sono rimasti scoccati e per loro era strano veder arrivare un gruppo così numeroso di giovani, venuti a conoscenza di questo incontro per vie impensate e a noi sconosciute, certamente diverse da quelle che normalmente si conoscono. Dio chiama in modo imprevisto e a noi spetta di tenere con gli occhi aperti per accoglierli tutti, specialmente se ci si trova di fronte all’imprevisto.
Il programma in generale si è svolto così: all’inizio è stata presentata brevemente un’esperienza di comunione di giovani consacrate e religiosi dei diversi carismi), chiedendo a Matilde dell’Italia e a
Daniel del Kenia di comunicare la loro esperienza e dire come sono arrivati a concretizzare la loro scelta di Dio e come l’Opera di Maria – Movimento dei Focolari li ha aiutati in questo. Il 90% di questi giovani non conoscevano il Movimento dei Focolari e le diverse iniziative che svolge. Solo dopo è avvenuta la presentazione di tutti in sala, ed infine la presentazione del Sinodo qui esposta.
Decisivo è stato l’argomento proposto dai vescovi sul Sinodo che ha attirato i Giovani: Fede e discernimento vocazionale. Nelle comunità religiose, ordinariamente non si parla di questo, perché si pensa che l’argomento non li riguardi e impegnerà i vescovi nel corso del loro Sinodo. I giovani, invece, hanno dimostrato interesse.

Sua Em. Card. Lorenzo Baldisseri
A esporre l’argomento era stata invitata Federica Vivian, la segretaria del cardinal Lorenzo Baldisseri, incaricato a presiedere la segreteria dei Vescovi per il Sinodo. La sua preparazione e competenza si sono rivelate inequivocabili, anche perché alle spalle ci sono anni di esperienza sui sinodi. Essa ha accolto l’invito, cosicché attraverso foto e filmati ha entusiasmato questi giovani religiosi su una realtà di cui erano ignari. Inoltre, a Rome vive Leticia, una ragazza brasiliana del Movimento Gen dei Focolari, esperta di mass-media. Lei è stata contattata e coinvolta da Federica Vivian per comunicare con i giovani attraverso i social. La sua presenza è stata per tutti una dimostrazione pratica e molto bella su come possono essere coinvolti i giovani in questa iniziativa ecclesiale.
Per tutti, poi, anche per i più esperti, è stato un vero aggiornamento ecclesiale. Lo dimostra il fatto che nel dialogo successivo qualcuno chiedeva come poter esserne coinvolti. Gli è stato suggerito con molta semplicità di scrivere al Cardinale per rendersi disponibile ed essere coinvolto nella preparazione e svolgimento del Sinodo. Quindi fu consegnato a lui e ad altri l’indirizzo per un primo contatto con la segreteria del Cardinale.

Quest’esperienza – è stato detto – non è una iniziativa sporadica, ma dietro c’è un continuità. A questo punto gli organizzatori hanno parlato delle iniziative che si tengono durate le vacanze natalizie e pasquali, informando che, chi è interessato, può lasciare i suoi riferimenti per essere poi contattato per tempo. L’incontro, iniziato con l’accoglienza intorno alle ore 15,00-15,30, è terminato, come previsto, intorno alle ore 18, …e di esso continuano ancora le risonanze positive.
In conclusione, si può ben dire che i giovani di oggi non amano più stare chiusi nelle loro case, ma amano stare insieme per conoscersi e sono attirati dal rapporto con gli altri e dalla reciproca comunione, ma soprattutto sono sensibili ai valori condivisi. E in questo il carisma dell’Unità dato da Dio a Chiara Lubich può essere di aiuto, perché è una opportunità ed ha una marcia in più. Quindi, non si deve esitare nel proporlo, basta avere come ampio obiettivo il bene della Chiesa.

Incontro dei Religiosi coinvolti nella Scuola Abbà

Albano Laziale, 18 novembre 2017.

Cultura, studio, spiritualità alla ricerca di incarnazione


Padre Salvo D'Orto
Un gruppo di dieci religiosi impegnati in diversi ambiti culturali ed esperienziali che a vario titolo partecipano alla Scuola Abbà, hanno accolto l’invito di p. Salvo D’Orto, OMI responsabile della diramazione dei Religiosi dell’Opera di Maria, e si sono incontrati per comunicarsi le loro esperienze che da anni stanno facendo, sia direttamente che a margine, con coloro – sono circa 500 persone da tutto il mondo – che  stanno approfondendo i molteplici aspetti valoriali intuiti da Chiara Lubich nell’estate del 1949. Le competenze di questi religiosi spaziano in diverse discipline: teologia spirituale (Theo Jansen, Paolo Monaco, Jesé Damian), teologia dogmatica (Carlos Garcia Andrade), filosofia (Gennaro Cicchese), teologia morale (Amedeo Ferrari), teologia pastorale ed ecclesiologia (Mariano Steffan), psicologia e pedagogia (Alessandro Partini), ecumenismo (Paolo Cocco).



Un momento dell'incontro con 5 religiosi ad Abano Laziale
e gli altri 4 nelle loro comunità.
Nell'idea iniziale questo incontro si proponeva di camminare insieme come Branca dei Religiosi, cioè essere una realtà unita e coesa soprattutto nei confronti di tutta l’Opera di Maria. In seguito questa idea si è rafforzata perché le sollecitazioni da parte dell’Opera di Maria erano ancora più esplicite. Infatti, i vari incontri che Jesús Morán ha avuto con il Centro dei Religiosi e negli incontri estivi di approfondimento sul “Paradiso ‘49” e di programmazione della diramazione dei Religiosi dell’Opera, lo confermano. In una di queste occasioni Jesús ha affermato che i religiosi nel confronti dell’Opera hanno la funzione di accompagnamento e di sostegno, proprio come l’ebbe P. Novo nei confronti di Chiara Lubich. Ora, si vede opportuno che tutto questo non venga fatto a titolo personale, ma come una realtà che si esprime nell'unità, proprio come espressione del Corpo Mistico che, come avvenne per Chiara L. e P. Novo, dà il suo piccolo apporto per costruire la Chiesa. E’ certo, comunque, che quella unità esplicita tra di noi, basata sul “patto” come Chiara l’intende, costituisce una base a dimensione ecclesiale, e per questo sostiene tutta l’Opera di Maria. 
Il secondo tema sulla fedeltà creativa che quest’anno Jesús M. ha tenuto, dove si parla di incarnazione e delle prove che l’Opera stessa sta affrontando, chiede anche a questi religiosi, chiamati a far parte di questo gruppo di lavoro per quelle specifiche competenze ed esperienze di vita che ognuno ha, è una risorsa da valorizzare al meglio per tutti. Il motivo fondamentale di questo incontro, quindi, è quello di fare un piccolo passo di unità con questo gruppo, ma anche con tutti i religiosi della diramazione dell’Opera di Maria. E’ un primo momento che potrebbe aiutare ciascuno ad arricchire il proprio gruppo, ma qui lo scambio permette di guardare anche più in là, cioè, potrebbe gettare luce sul Movimento della Vita Consacrata e sui giovani religiosi, realtà che stanno emergendo in modo preponderante oggi.
Dopo un primo scambio, dal gruppo emerge quale sia la tappa d’arrivo di ciascuno, ma è stata anche accolta con soddisfazione le proposta di poter fare un percorso insieme, prendendo coscienza di quanto sta avvenendo anche aldilà del lavoro personale e prezioso di ciascuno.
Successivamente è stato ascoltato un intervento di Chiara Lubich sulla Chiesa tenuto l'8 agosto 1966. Tutti sono rimasti colpiti, anche se per alcuni era già conosciuto, nel vedere come Chiara ha parlato della Passione per la Chiesa fin dall’inizio del Movimento dei Focolari di cui lei è la fondatrice. Per qualcuno dei presenti questo argomento è stato determinante per la sua vita, tanto da coinvolgerlo nell’Opera di Maria. A distanza di anni oggi questo testo rivela una profonda consonanza con ciò che la Chiesa s’attende oggi, perché aiuta ad attivare tutto ciò che questo in pratica comporta. Certamente qui si vede come far venire fuori “LA” teologia che s’attende Chiara stessa, e aiuta l’Opera ad essere umile e ad accogliere anche gli altri carismi senza guardare al proprio con autoreferenzialità, siano essi carismi antichi o nuovi, e cioè senza nessuna superiorità nei confronti di alcuno. Questo permette di capire meglio i doni che Dio ci ha dato. Chiara ritiene che la Chiesa non è altro che quella Città Nuova di cui si parla tanto nell’Opera di Maria. Inoltre, molte realtà fragili e a volte sbagliate che s’incontrano nelle famiglie religiose, vanno assunte e fatte proprie. Questa passione per la Chiesa è veramente una chiave di lettura molto interessante per rispondere concretamente alle attese.
L’ultima parte di questo incontro ha aperto una ampia panoramica sugli ambiti di studio e lavoro: iniziative, pubblicazioni, ricerca, risultati ottenuti e donati… Infine, p. Alessandro Partini, che  è l’unico coinvolto direttamente nella Scuola Abbà, riconosce che, per andare in profondità, si richiede la padronanza di tutto il testo del Paradiso ’49 che attualmente non è nelle mani di tutti. Tuttavia, lui avverte già tutta la potenzialità di questa Scuola ristretta, che alle spalle può contare sull’apporto di diversi gruppi che la amplificano e dove operano non solo le ricerche interdisciplinari, ma anche le “inondazioni” che incidono nella cultura dei diversi ambiti sociali.


L’incontro si conclude con delle indicazioni concrete che confermano, potenziandole, delle iniziative in atto, come il corso “Svegliate il Mondo” che già da due anni si tiene alla Claritas di Loppiano (Firenze). Qui infatti, altri religiosi sono impegnati nell’insegnamento. Conoscendo tutte queste realtà vene in luce la possibilità di riflettere su ben altre proposte che potrebbero essere creative ed interessanti. Si parla, ad esempio, di un corso che si tiene e Roma all’Università Antonianum in collaborazione con l’Università Sophia di Loppiano. Poi, dell’incontro di circa cento giovani religiosi avvenuto di recente all’Università alfonsiana. Quest'ultimo ed altri incontri potrebbero entrare in un progetto più ampio che sta maturando e che riguarda i “Collegi Romani”. Nell’Opera stessa sta emergendo da parte dei giovani dell’Opera una visione nuova che coinvolge anche le consacrate e i religiosi. 
S'intravvedono, poi, ulteriori visioni sul “Movimento dei Religiosi”. Nel mese di aprile 2018, per la prima volta le consacrate e i religiosi hanno programmato un convegno insieme con la finalità di essere ‘lievito’ per tutta la Chiesa. Un convegno simile è già avvenuto nel Triveneto, nell’ottobre scorso, e ha raccolto l’entusiastico consenso dell'Episcopato di quelle regioni. L’ecumenismo stesso sta scoprendo cose nuove, grazie anche alle lezioni universitarie tenute dal Paolo Cocco. Sempre di più si prospettano delle collaborazioni più strette tra le consacrate e i religiosi. Su tutto ci si attende sviluppi ulteriori. 

domenica 5 novembre 2017

Nel Nord-Est d’Italia un convegno sull’onda lunga dell’Anno della Vita Consacrata

Mestre-Venezia, Istituto Salesiano “San Marco” – 21 ottobre 2017

Les disciples Pierre et Jean courant au sépulcre
le matin de la Résurrection
, 1898,
olio su tela, 82×134 cm, Museo d'Orsay, Parigi.

Convegno CISM – USMI del Triveneto 

Correvano insieme...

Il convegno delle due conferenze USMI e CISM del triveneto per la Vita Consacrata, nasce soprattutto dai giovani religiosi che, ritornati entusiasti dal convegno tenuto a Roma nel Anno della Vita Consacrata, hanno voluto ripeterlo in zona, abbracciando tutti i religiosi del Triveneto, giovani e meno giovani. In questa iniziativa il loro coinvolgimento e la loro partecipazione attiva era più che evidente. Una formula vincente, è stato detto, che ha dato entusiasmo anche agli adulti e ai più anziani, e che ha saputo ben coniugare e unire ogni divario generazionale, perché - partendo dalla espressione evangelica che vede i due apostoli, Giovanni e Pietro, correre al sepolcro - hanno colto l’importanza del sapersi aspettare, di rispettare i ritmi richiesti per camminare, anzi, per correre insieme.


La prima cosa che colpiva nella sala gremita era la gigantesca foto del dipinto di Eugéne Burnand del 1898. Rappresenta Pietro e Giovanni che hanno negli occhi l’alba della Risurrezione. “Correvano insieme...” dice il Vangelo (Gv 20,4), ma il più giovane arrivò per primo al sepolcro vuoto e attese il più anziano. “I giovani corrono di più, ma i vecchi conoscono la strada” recita un proverbio africano. 
Questa era l’icona della giornata per gli 800 religiose/i che gioiosamente sono convenuti a Mestre il 21 ottobre presso l’Istituto Salesiano per il consueto convegno “biennale” organizzato dalle Conferenze dei Religiosi/e (Cism e Usmi) del Triveneto attorno al Vescovo delegato per la Vita Consacrata, Mons Gianfranco Agostino Gardin.
Il tema è stato suggerito dai giovani consacrati/e in formazione che avevano partecipato a Roma al Laboratorio loro riservato durante l’Anno della Vita Consacrata. Dopo l’incontro con papa Francesco erano rientrati entusiasti e desiderosi di partecipare alla generazione precedente quanto sperimentato assieme a speranze e timori per il futuro. I Consigli Regionali CISM USMI hanno accolto questo loro desiderio e hanno organizzato l’evento assieme a loro, in particolare alle Segreterie dei giovani religiosi di Verona e Treviso. La commissione preparatoria era così composta da religiosi sia giovani che adulti

Due giovani, don Michele e suor Francesca, hanno fatto da presentatori del convegno, il presidente Cism, don Roberto Dal Molin e la vicepresidente Usmi, sr. Dolores Maccari, hanno porto il saluto iniziale, il Patriarca di Venezia ha voluto rendersi presente con un suo messaggio che è stato letto all’assemblea.
Il Convegno era idealmente articolato in quattro momenti. La Parola di Dio annunciata (il brano di Vangelo di Giovanni 20,1-18) veniva approfondita dal relatore, poi testimoniata attraverso esperienze concrete e infine condivisa nel lavoro a gruppi.

Dopo la preghiera, sono state poste al Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (CIVCSVA), alcune domande: c’è motivo oggi per “correre” come consacrati oppure conviene starcene tranquilli e in pace; come correre senza affannarsi e perdersi in cose senza senso; si riesce a correre insieme tra consacrati di generazioni, istituti e generi diversi e infine come far sì che altri giovani “corrano” con noi?
Card João Braz de Aviz (ds) e Gianfranco Agostino Gardin (sn) 
Il Card João Braz de Aviz ha aperto l’incontro in forma narrativa e colloquiale come è nel suo stile pastorale. Avvertendo un ascolto attento e partecipato, dovuto alla vita di comunione di tanti religiosi/e presenti e passati, ha ringraziato di cuore e ha svolto il suo tema interessante e coinvolgente. Accanto al Cardinale Mons. Gianfranco Agostino Gardin, vescovo di Treviso, francescano, ascoltava discreto e contento.
 Prendendo spunto dal documento del Dicastero CIVCSVA “Per vino nuovo otri nuovi”, il Cardinale ha parlato della necessità di una nuova spiritualità che punta alla santità e che è comunionale; di una nuova memoria dei fondatori capace di custodire l’essenziale e di liberarsi delle incrostazioni della storia; di un nuovo dialogo con la cultura che evita chiusure autoreferenziali e apre ad un dialogo coraggioso; di una nuova formazione che deve essere dinamica e durare tutta la vita; di una nuova autorità e obbedienza che valorizza le persone e le responsabilizza; di una nuova economia  che non conta su sicurezze solo umane ma che vive fidandosi della Provvidenza; di una nuova reciprocità tra maschile e femminile che valorizzi le specificità e la complementarietà.


Sono seguite poi sei testimonianze di vita consacrata a Dio e ai fratelli raccolte dalla vita reale, presente nelle comunità del Triveneto oggi. Le testimonianze hanno cercato di rifarsi a cinque parole tratte dal discorso di papa Francesco ai giovani religiosi durante il Giubileo della Vita Consacrata. Profezia, ossia la convinzione della vita fraterna e la comunione tra carismi diversi (Segreteria dei giovani religiosi/se della diocesi di Verona); Adorazione: 
l’imprescindibilità della preghiera e dell’unione con Dio ( Oblate Sacerdotali–Serve di Maria del monastero di clausura di Verona, attraverso un video); Vicinanza, mediante la scelta di “stare in mezzo” con la forza del Vangelo, esperienza delle Discepole del Vangelo di Treviso; Passione: la missione di uscire verso i poveri, realizzata dal Centro Missionario Diocesano di Vicenza con don Luciano Bertelli pssg, p. Luciano Bicego sx, Suor Bertilla Zampieri, Suore di S. Anna, Federico Cozza, giovane laico; Discernimento, ossia generare e accompagnare i giovani nelle scelte di vita: hanno testimoniato le postulanti delle Suore Maestre di Santa Dorotea di Vicenza e la Comunità Proposta dei Salesiani di Mogliano.
Dopo le testimonianze è seguito il pranzo. All’ora stabilita, in ordine e rapidamente tutti si sono diretti ai gruppi (27) guidati da un coordinatore con una traccia già predisposta. Nei gruppi si è creato un grande ascolto, una grande comunione, un lavoro proficuo... Il tema del prossimo Sinodo sui giovani e il discernimento spirituale è stato come il filo rosso della comunione. La vita consacrata deve offrire al mondo giovanile la profezia della radicalità della vita del Vangelo e attrarre alla sequela di Gesù tanti giovani che cercano l’incontro con Lui vivo oggi.
Nell’ultima ora del Convegno sono state poste al Cardinale João delle domande a cui egli ha risposto con grande semplicità e profondità mettendo in gioco la sua esperienza di vita di comunione. Le sue espressioni e la sua testimonianza, nello stile di Papa Francesco, colpiscono profondamente e comunicano una grande gioia, visibile sul volto di tutti i partecipanti e insieme tanta speranza. Qualcuno afferma di essere stato preso da commozione. La convinzione è che la presenza del Cardinale João così semplice e profondo, della semplicità e profondità di Dio, e del Vescovo di Treviso, ci hanno portato a fare una forte esperienza di Dio e una forte esperienza di Chiesa, di quella "Chiesa" che Gesù ha chiesto al Padre.

Intanto sullo schermo vengono proiettate parole chiave emerse dai lavori di gruppo, da quelle più ripetute presentate in caratteri grandi alle altre, e che sono il messaggio che si vuole trasmettere: Comunione. Ascolto. Fraternità. Passione. Gratitudine. Bellezza. Speranza. Coraggio. Unità. Insieme. Umanità. Com-passione. Rigenerazione. Squadra. Vicinanza. Essenzialità. Opportunità. Incoraggiamento. Luce. Convivialità.
La presenza inoltre di tanti Vicari episcopali, Madri Generali e Superiori e Superiore ha dato valore alla convocazione e ha offerto dei presupposti per ulteriori sviluppi.  
Un religioso ha detto: “il Convegno ci ha dato speranza e prospettiva per il futuro, ha consegnato uno stile con cui è possibile convocarci: tutto frutto di una comunione vissuta e soprattutto della Grazia del Signore presente, vivo in mezzo a noi”.
Una religiosa ha scritto: “Sono rimasta particolarmente colpita dall’impostazione nuova che ha caratterizzato il Convegno. Vorrei dire che ho visto un tentativo, a mio parere, ben riuscito di “mettere vino nuovo in otri vecchi”.

Il tema molto indovinato e sviluppato con vivace perspicacia dal Card. João Braz de Aviz e dalle diverse testimonianze ha fatto scorgere il germe di “vita nuova” che chiede di avere spazio per crescere e germogliare in fraternità vere, rispettose della diversità, dei tempi di crescita di ciascuna persona, capaci di misericordia e di perdono, capaci di “camminare insieme” senza paura del cambiamento….. ormai non più demandabile.

d. Gianni Pellini sdb  e sr. Paola Cover stfe
Segretari Cism e Usmi